Cosmogonie e creazioni… Più o meno.

Postati in considerazioni, saggistica su 21 gennaio 2012 da fabiotodeschini

Uno dei godimenti maggiori nello studio della storia delle religioni è la possibilità di notare come i miti più universali siano al tempo stesso i più facilmente utilizzabili come oppiacei nel corso del divenire della coscienza umana,  allo scopo di celare verità piuttosto scomode che, soltanto nella nostra Età, grazie alla fisica quantistica e all’Anarchismo Spirituale, possono essere efficacemente provate; fisicamente nel primo caso, fisicamente & spiritualmente nel secondo.

Uno dei miti cosmogonici più noti è la cosiddetta “separazione del cielo dalla terra“, una sorta di interruzione nelle comunicazioni tra gli dei e gli uomini, dovuta alle più svariate ragioni. Nella Cina antica, per esempio, si narra che l’Essere antropomorfo primordiale P’an Ku nacque quando “il Cielo e la Terra erano un Caos simile ad un uovo” e il suo successivi sacrificio e smembramento (che trova parallelismi evidenti in molte altre culture, Tiamat in Mesopotamia, il Purusha Hindu, Ymir, il Brahamanda ecc. per non parlare delle successive interpretazioni ermetico-rinascimentali) dona una prima parvenza di “ordine” al caos, dando inizio alla cosmogonia. Altre volte il mito si presenta al contrario: le più antiche teogonie e cosmogonie dell’Egitto pre-dinastico parlano dell’affioramento di una “Collina” dalle acque primordiali, o di un “Fiore di Loto” che segna la posizione del “Primo Luogo”; la nascita della geografia terrestre in pratica (ma… “La Mappa non è il Territorio“, ricorda Korzybski, nemmeno quando si tratta di geografia spirituale), solitamente poi, come nel caso di Heliopolis, il luogo primordiale rimane come santuario per eccellenza della successiva cultura affiorante. Nei miti delle origini mesopotamici, come in quasi tutte le cosmogonie simili, viene in certo qual modo ricordata la “beatitudine” che preesisteva alla separazione dei due principi opposti, Cielo (An) e Terra (Ki), maschile e femminile uniti nello Hieros Gamos che è la totalità androgina dell’Essere primordiale. In molti casi la vita nel “Paradiso Terrestre” viene assimilata ad una condizione pre-cosmogonica, come nella successiva speculazione taoistica di Chuang-Tzu.

Tali separazioni e sacrifici sono però strettamente necessari affinché Uomini & Dei possano uscire dallo stato di “sonnolenza” primigena, dalla condizione uterina che la Madre Universale, solitamente identificata con le Acque Primordiali cioè il Caos delle origini stesso, non può mantenere, poichè la tensione alla divisione e alla successiva coincidentia oppositorum è praticamente ineluttabile; in questi casi solitamente la Madre scende allora sotto terra, diviene una Dea Ctonia più o meno oscura. In altri casi la speculazione religiosa successiva la identifica con la Natura stessa (Prakriti nel Samkhya), una sostanza universale che trova le sue ipostasi selvagge nelle varie Artemide,  Diana, Cibele, le “Signore degli animali” che troveranno nelle Menadi Dionisiache i loro molteplici avatara umani.

In questo modo, tutta la successiva direzione religioso-spirituale conduce come una freccia verso il risolvimento di questa dicotomia primordiale, e tutta la speculazione indiana e orientale si baserà su questo problema insolubile, dai Veda ai Brahamana al Vedanta fino al Giainismo e al Buddhismo, che vedrà un apice di luce nell’averbalità di Nagarjuna, suo riformatore: è del tutto inutile discutere del vuoto (sunnyata), poichè la parola non potrà mai spiegarlo. Ciò valeva naturalmente anche per suoi stessi insegnamenti.

C’è un profondo sentimento poetico, oltre che religioso, nei miti delle origini; per quanto si sia coscienti che essi in realtà non spiegano una “creazione” in senso stretto, come tra poco sarà rivelato, non ci si può esimere dal provare un certo affetto per coloro che li crearono all’alba della coscienza verbale dell’essere umano. Poveracci… Che altro potevano fare se non edulcorare con la loro recente e crescente fantasia ciò che ancora non potevano spiegare a se stessi? Questo “apparato verbale” si formò in seguito, e ormai le verità sulle cosiddette “origini” erano andate perdute. Perdute perchè in realtà mai percepite, ma esse sono ancora lì, l’universo è qui e ora; lo spettacolo può ancora essere visto da una mente aperta e re-anarchizzata, cioè ri-unita.

Sappiamo che questo cosmo è una porzione, una bolla enfiata a bassa entropia di un più vasto sistema intercomunicante di Multiversi, nei quali la possibilità di un universo causale e verbale si manifesta appunto in una cosmogonia e nella successiva strutturazione gerarchica macrocosmica, causa prima della legislazione terrena sociale. Non occorre essere nè fisici nè storici delle religioni per comprendere che i miti cosmogonici della separazione primordiale sono in realtà immagini nate dai primi livelli della coscienza e dell’immaginazione umane della “cosmicizzazione” di un universo nell’ambito più vasto di un Multiverso, che a sua volta si compenetra di altri Multiversi. Queste metafore, per quanto poetiche, trovano la loro fin troppo semplice risoluzione fisica e spirituale nella vibrazione ordinante una porzione, quasi “ammalata di un virus verbale”, di un Multiverso raggiungibile superando ontologicamente, fisicamente e spiritualmente la vibrazione stessa, cioè risalendola per ri-penetrare nell’Unità Molteplice rappresentata religiosamente con il concetto di “beatitudine paradisiaca degli inizi”.  Inizio in realtà inesistente; si potrebbe chiamare semplicemente un “processo” avvenuto nell’organismo multiversale così come una malattia, una mutazione o qualsivoglia altra “deviazione” avviene microcosmicamente nel corpo umano.

A tale proposito, per concludere si può tranquillamente affermare che l’espressione “il cervello umano come specchio del cosmo” non solo non è nè astratta nè errata, ma contiene una verità fondamentale: così come il cosmo, separato verbalmente e gerarchicamente dai Multiversi non espleta al pieno le sue potenzialità, così l’essere umano post-cosmogonico non utilizza completamente le sue facoltà sensoriali. La sintesi e la cura per questa malattia è ovviamente il Silenzio: non soltanto il silenzio meditativo cerebrale, che lascia “spazio” all’ingresso di facoltà definite “sovrasensoriali”, ma anche il silenzio extra-cosmico esperibile attraverso l’ingresso nei Multiversi non causalizzati dalla vibrazione cosmogonica. Ecco perchè lo studio comparato della fisica quantistica, della storia delle religioni e della fisiologia umana completa del suo apparato spirituale, dal punto di vista dell’Anarco-spiritualismo rappresenta la più importante via d’accesso alla nuova evoluzione dell’Essere Umano.

 

Shaykh al ‘Ama

Visualizzazione del Quadro Generale

Postati in annunci, considerazioni su 13 gennaio 2012 da fabiotodeschini

Fratelli! Qualcosa deve essere detto. La Nostra Operazione N.O.V.A.S. non può essere occultata, poiché è già occulta.

HO GUARDATO NELLO SPAZIO – E HO VISTO CHE ERA INQUINATO DAL TEMPO.

HO GUARDATO NEL TEMPO – E HO VISTO CHE ERA INQUINATO DALLA PAROLA.

HO GUARDATO NELLA PAROLA – E HO VISTO CHE ERA INQUINATA DA ME.

Questo è il nostro Anarchismo Spirituale: nessuna superbia, nessuna umiltà. La felicità è semplicemente impossibile in un universo causale. Noi non siamo interessati, come nelle dottrine orientali e nei nuovi movimenti spirituali, a trascendere questo cosmo affinché avvenga la Liberazione; no, noi vogliamo liberare l’intero universo. Questo è il significato dell’A.A.A. Albedo delle Anime Anarchiche e del K.Y.Y Kali Yuga Yoga. La fisica odierna sta cominciando a comprendere ciò che l’A.S. ha già penetrato da tempo. Questo universo è una bolla spazio-temporale, causale e verbale che deve riassorbirsi nei Multiversi del Silenzio. La bassa entropia del nostro universo permette la vita, certo, ma è un’esistenza condizionata da leggi macrocosmiche. Ciò che i fisici devono comprendere è che l’alta entropia dei Multiversi (sono grappoli, ricordatevelo!) permette anch’essa la vita, pertanto il principio antropico viene rispettato a livello globale. Il problema, per una mente matematica, è capire come possa effettivamente essere questa nuova esistenza, quali possibili qualità essa detenga. Ma qualità e quantità appartengono de iure et de facto ad un cosmo gerarchizzato causalmente. Questa è l’intuizione dell’A.S. : la comprensione della vita de-gerarchizzata, de-condizionata, de-verbalizzata. L’esistenza umana (tutto è umano, nulla è umano) è perfettamente concepibile in un multiverso casuale, naguale, imprevedibile e brillante delle nostre beneamate Nebbie precaosakashiche. Noi siamo simultaneità. Sabotaggio Macrocosmico e Re-anarchizzazione umana vanno di pari passo. Il Meccanismo Totale di cui le tecniche dell’A.S. fanno parte. Fine di Attività/Passività. Fine dei tre Guna del Samkhya: Sattva, Rajas, Tamas. Tutto ciò che è parte da M fino a U via verso il vertice A. Rex sedet in vertice, caveat ruinam!  Il Vedanta, Buddhismo, Giainismo, Tantra, Sciamanismo, perfino il grottesco satanismo anti-giudaico-cristiano si sono avvicinati alla comprensione. Soltanto avvicinati. Solo lo Gnosticismo più antinomista ha percepito l’esistenza di un Cosmocrator dittatoriale. Senza fare nulla per ovviare alla situazione, a parte incedere nel tollerabile vizio e nel masochistico autosacrificio, per non parlare del massacro da parte degli “ortodossi” e della successiva damnatio memoriae. Il praticante del K.Y.Y. non è certo un Caocrator; piuttosto, è il pedale dell’accelleratore di una macchina hermetica pre-temporale. Non c’è alcun pessimismo, la Multiversale Anarco-Spiritualista (MAS) è stata dedotta dagli annali precaosakashici e trasportata in questo cosmo, in seguito ritradotta in termini umani e messa a disposizione di chiunque desideri agire effettivamente. Niente vane parole, niente ideali, nessuna utopia. I metodi sono in continua evoluzione, questo luogo virtuale è soltanto uno dei posti dove ci troverete. Siamo ovunque. Ombre di cui le cronache non parleranno, noi non esistiamo, perchè siamo figure sullo sfondo di una nuova alba. Personalmente, la salvezza dell’Uomo Completo nel pre-spazio agerarchico mi interessa ancora. E a voi?

Frammento…

Postati in considerazioni, narrativa su 8 gennaio 2012 da fabiotodeschini

(…) E queste nostre nere lingue, con le queli sbeffeggiamo gli specchi padroni delle nostre immagini, oscurate dai vini dell’ignoranza, hanno forse mai invocato un fuoco purificatore oltre le loro papille bruciate dall’esistenza? No, no ti dico, non c’è frutto nell’azione dello spargimento di vino o di sangue; non c’è nessun eroismo nell’essere invocati dall’immagine nello specchio. Possiamo vagare per eoni senza fine nella calda vasca del cosmo; possiamo locomotizzare ad alta velocità la penna lungo i binari delle nostre esistenze disciolte dalle stelle, quelle sagge mocciose brillanti. Eppure, nonostante tutte le beltà di cui ci saremo autoproclamati cantori o artefici, un solo segmento marcherà il sigillo di colui che si è definito mago, sciamano o artista: l’impeto che si spegne quando la cornice è rotta e il dipinto continua nel mondo. La parola segregata come un oscuro grimorio maledetto all’interno del sarcofago del tempo. Hai in mano una chiave: che cosa farai?

Chiarificazioni preesistenziali

Postati in considerazioni, saggistica su 26 dicembre 2011 da fabiotodeschini

L’ “anarchizzazione” è sempre e comunque una re-anarchizzazione. Non intendiamo fare, come altri Fratelli, apologia del Caos; l’Anarchismo Spirituale rappresenta a livello scientifico-umano la preesistenza della “mancanza di principio” nei confronti dei due elementi posteriori, il Caos, appunto, e l’Akasha o “etere” onnipervadente, primordiale. La contraddizione è insita nella parola.

“Liberazione” è sempre liberazione da qualche cosa, per quanto immateriale ed astratta essa sia; pura restaurazione della non-restaurazione, la contraddizione ultima, l’instaurazione del nulla, dello spazio de-temporizzato. Libertà dall’idea di libertà, quindi re-anarchizzazione della libera libertà liberata da se stessa.

Ammettiamo anche che una psiche re-anarchizzata possa contribuire alla liberazione cosmica… Dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso è esattamente lo stesso movimento, poiché il “ponte” può essere utilizzato da entrambi i sensi. Quando ciò avviene FOHAT viene distrutto e non esiste né ponte né separazione: indifferenziata ancestralità re-anarchizzata.

Questa è strategia di guerra: una testa di ponte viene fatta saltare e il nemico non ha più possibilità di movimento verso la zona da conquistare. I suoi mezzi corazzati, le idee archetipiche che s’imprimono nella mente umana e che la mente stessa imprime, attraverso il medesimo ponte, nella “zona grigia” delle parole, non possono raggiungere l’obiettivo.

La separazione delle cellule del tessuto sociale può effettivamente produrre, in forma embrionale, una re-anarchizzazione fisico-materiale-sociale-individuale a lungo termine, se tale strategia viene messa in atto con le debite cautele. Cautelarsi contro la debolezza che il potere provoca è la prima prevenzione.

Non si può essere “anarchici”, ci si può soltanto re-integrare nello stato di coscienza multiversale che, per comodità, viene denominato “anarchia”… In altre parole, esattamente come non si può essere consapevoli di essere “innamorati” né tanto meno affermarlo, poiché tale consapevolezza sarebbe ad uso e consumo unicamente del pensiero, che la relazionerebbe a qualcosa di cui ha già fatto esperienza, così è del tutto insensato ritenersi anarchici, si può solo “essere anarchia“; non si può amare, si può solo “essere amore”.

Questi termini non sono sinonimi ma omologhi: esprimono il concetto, a livello cognitivo, di un non-concetto d’ordine superiore; non hanno lo stesso significato, hanno la medesima natura. La liberazione cioé dal condizionamento dell’esclusività relazionale tra il piano delle idee collettivamente ed inconsciamente accettate e il meccanismo del ricordo delle idee stesse, che provoca il comportamento.

Quindi “comportamento” è effetto di una misconosciuta natura multiversale che, se percepita in condizioni tamasiche, d’oscurità, differenzia fisicamente a livello psichico inconscio, partecipando della molteplicità sul piano dell’azione, della comprensione e della relazione.

Shaykh al ‘Ama

 

Postati in citazioni su 23 dicembre 2011 da fabiotodeschini

“Da quali stelle siam caduti per ritrovarci qui?”

F.W. Nietzsche a Louise von Salomé

M.A.S.

Postati in saggistica su 8 dicembre 2011 da fabiotodeschini

M.A.S. – Multiversale Anarco-Spiritualista: verticalità per raggiungere orizzontalità.

 

 

Tutti i simboli tradizionali delle Scienze Sacre, a livello percettivo terrestre, possono spiegare efficacemente le cause “celesti” dei problemi gerarchici fisici. Lungi dall’essere uno storico delle religioni, un “metafisico” o uno studioso delle correnti filosofico-ideologiche dell’umanità, l’Anarco-Spiritualista (d’ora innanzi A.S.) non dovrà tuttavia sottovalutare l’importante apporto, per i suoi fini insurrezionalistico-macrocosmici, dato dagli studi effettuati dagli scienziati tradizionalisti della storia delle religioni, dell’esoterismo e delle dottrine occulte esaminate parallelamente in ogni tempo e in ogni angolo del globo, con le conseguenti corrispondenze.

Naturalmente, sarei un imprudente se tralasciassi di farlo notare, vi sono numerosi rischi in un’azione simile, soprattutto per una mente non ancora allenata al pensiero multiversale acausalizzante. In primis il pericolo di cadere nella “tentazione” (in realtà, oggettivamente, non molto fascinosa) di abbracciare le incatenanti teorie conservatrici tese a restaurare “l’ordine dei giorni antichi” (prendo a prestito il bel verso di Nerval, contemporaneamente chiedendo perdono al vecchio impiccato di Via della Vecchia Lanterna), un’Età dell’Oro che, a rigor di logica, per quanto ortodossa, non potrebbe comunque rientrare nell’ottica ciclica o “yughica” delle concezioni temporali tradizionalistiche. Ciononostante, uno studio “ragionevole” (o per meglio dire “irragionevole”, illogico, quindi “fuori dal logoV”, fuori dagli “Antichi Calcoli”) della dottrina tradizionale e della Scienza Sacra (lo scrivo Maiuscolo in onore dei personaggi che hanno permesso alla M.A.S. di elaborare l’eversione spirituale) sarà certamente utilissimo; non tanto per compiere una sorta di “adattamento”, poiché l’Anarchia Spirituale preesiste alla vibrazione logica che, verbalizzando il Cosmo, diede vita alle prime forme psichiche denominate “tradizionali”, quanto per porre nuovamente queste ultime nel loro stato di ipseità originale; ciò, a ben vedere, è la vera e propria “Riedificazione della Sapienza”.

Quindi la re-anarchizzazione degli universi e la ricongiunzione alla Luce gnostica originaria, la Nebbia lucente che non-velando-svela, passa a fortiori attraverso lo studio delle forme simboliche presenti, nel modello (o “stampo”) archetipo, in un Cosmo che è gerarchizzato, almeno in parte, dall’interazione delle stesse con l’apparato mentale umano nella sua fase di “sonno” (per usare un’espressione cara a Gurdjieff) o di sub-coscienza.

In questo marasma organizzato geometricamente di simboli, di forme del mundus imaginalis (lo Shaykh sufi Sohrawardi distingueva quattro universi di cui i due più importanti erano il Malakut o mondo delle Anime celesti e delle Anime umane e il Mundus Imaginalis, il mondo intermedio fra quello intelligibile degli esseri di pura Luce e quello sensibile), il cui ponte con il nostro universo percettivo è Fohat (in Teosofia il canale attraverso il quale le forme e gli stampi archetipici si imprimono nella mente umana e che l’A.S. mira a distruggere), di concezioni sacralizzanti con cui l’essere umano ha sempre tentato di spiegare a sé il Divino, l’esoterismo, nelle sue molteplici varianti, rappresenta la porzione dello “spazio spirituale” nel quale alcuni uomini hanno tentato, con successi talvolta parziali, di congiungersi alla propria “Guida Spirituale”, il “Gemello Divino”, l’Uomo di Luce o “Testimone del Cielo” (“Shahid”) che rappresenta il trascendente. Tale spazio non può però essere analizzato in modo tradizionalistico, poiché tale metodo d’indagine, oltre a non apportare alcun elemento d’innovazione creativa, non rappresenta null’altro che una lente appannata dall’umidità stagnante che favorì la strutturazione causale nella psiche umana.

Ecco perché l’A.S. si propone di de-mitizzare il mito, di slegare ciò che è religiosamente serbato e re-legato, di de-propriare la storia del tempo e dello spazio; ciò nella consapevolezza urlante dell’esperienza multiversale extra-cosmica, senza lasciare però questo cosmo in balia della vibrazione strutturante che, microcosmicamente, si ri-solve in legislazione auto-schiavizzante.

Nell’Avesta, testo sacro della religione Zoroastriana (“Zarathustriana”), il Var è il recinto che circonda il Paradiso di Yima, la Terra Sacra per eccellenza, patria della stirpe indo-iranica degli Uomini di Luce, gli Eletti che tendono, secondo un noto simbolismo polare ed assiale, all’Oriente spirituale (“Ex Oriente Lux”), la vetta della Montagna Sacra che si erge non-geograficamente al centro della suddetta landa; è l’Axis Mundi, il Meru Hindu o il Qab della tradizione sufi, il luogo alla cui sommità, cabalisticamente, risiede la Shekinah o presenza divina.

  Tale verticalismo nell’espressione tradizionale dell’Orientamento cosmico (“Occidentamento”? “Meridionamento”? “Settentrionamento”?) ha però una sua realtà post-verbale nell’A.S., che è in effetti la sua vera “insostanzalizzazione” o “disarchetipizzazione” naturale; come esplicato in altri studi della M.A.S. (http://fabiotodeschini.wordpress.com/2011/08/23/anarcheosofismi-in-stile-rivoltoso/ oppure http://fabiotodeschini.wordpress.com/elementi-di-anarchia-spirituale/), questa “direzione ascendente” è (non “rappresenta”) il cammino di risalita dell’A.S. lungo la vibrazione verbale del Logos, il Pranava OM le cui propaggini inferiori sonoro-spirituali strutturano gerarchicamente il mondo della Fisis.

La “risalita” della direzione polare-verbale è l’atto di “volontà interiorizzata” dell’A.S. che si esteriorizza nell’ingresso nel varco spalancato dal moto convulsivo o implosione del Logos (parziale o definitiva); è ormai noto che tale “sommovimento sciamanico della prospettiva spazio-temporale” provoca un ingresso, più o meno cospicuo, di Nebbia o Silenzio Multiversale; ma molte altre tecniche, come la Meditazione Multiversale della Lanterna (MML) (http://fabiotodeschini.wordpress.com/2011/10/31/meditazione-multiversale-della-lanterna), o il Kali Yuga Yoga (KYY), l’Operazione X & l’Operazione Y (metodi che saranno resi noti molto presto grazie alla prossima stampa del “Liber N.O.V.A.S. vel X-Y” e del Libro delle Nebbie), sono in realtà re-anarchizzazioni di teorie inficiate dal tradizionalismo causato dalla sovrastante presenza verbale.

In verità però tale scalata ha anche, simbolicamente, un altro effetto, ben riscontrabile, se messa in atto a livello globale, sul piano fisico-sociale: l’implosione oltre la vetta del Monte Polare è l’esplosione della sua sommità, ben rappresentata, nel simbolismo dei Tarocchi, dall’Arcano Maggiore della Torre; il vulcano esplode, la lava, colando giù dai suoi fianchi, rade al suolo il Var, la Triplice Cinta della Gerusalemme Celeste. Ecco dunque: verticalismo per ottenere orizzontalizzazione. Le mura cadono e la “Terra dei Padri” non è più accessibile soltanto agli Eletti dell’Airyana Vaejah, ma all’uomo nella sua collettiva, Multiversale confratellanza A.S.; il Paradesha da cui sgorgano i quattro fiumi cardinali diventa l’Abbazia di Thelema di Rabelais, aperta a tutti coloro che desiderino entrarvi, senza mura di cinta entro le quali “c’è sempre gran murmurio, musoneria e mutua cospirazione”. L’Enigma Hermetico della “Quadratura del Cerchio” viene infine risolto dalla formula della “Cerchiatura del Quadrato”, laddove anche il cerchio stesso che rimane (la “O” del mantra-mandala IAO) è destinato a dissolversi nelle silenti sale extra-cosmiche come emanazione ultima priva del “Primo Motore Immobile”, il Verbo.

Da quanto enunciato, possiamo renderci conto che la vera, ultima ricerca dell’A.S., d’ora innanzi Multiversale Anarco-Spiritualista o M.A.S., è raggiungere il livello massimo di verticalità, il punto-limite o l’“Orizzonte degli Eventi”; ciò sarà ben divulgato nella tecnica apocatastatica del Kali Yuga Yoga. Superando questo limite, il braccio verticale della croce, simboleggiante il cammino gerarchico anti-iniziatico, cade per ricongiungersi con il piano orizzontale d’armonia libertaria ancestrale. Infine, quando anche il braccio orizzontale viene a dissolversi, il Nilo ha inondato la Terra Nera di Kemi, vi è solo luminosa, multiversale Nebbia. L’Uomo è il suo stesso Tempio e viceversa, il suo proprio Paradiso Terrestre e Celeste nel corpo fisico, eterico, astrale ed extra-cosmico, precedentemente condizionato non soltanto (nel caso del primo) dalla sua stessa natura intrinseca transeunte, ma anche dalla specularità gerarchica micro-macrocosmica.

Bisogna aggiungere che, sotto questo punto di vista, nonostante le tecniche A.S. possano giungere a condurre verso una super-coscienza fisico-animica o “immortalità” (il più impreciso dei termini)  soltanto se avverrà l’Albedo delle Anime Anarchiche (A.A.A.), il momento di Ingresso Totale, l’A.S. può esperire comunque un’armonia orizzontale pressoché completa nell’astrale, in A.P.A.S. (Assemblea Plenaria Anarco-Spiritualista), il grado collettivo di egualitarismo libertario totale, che si ottiene creando una Galassia Artificiale in un determinato punto spaziale in cui la Fratellanza può incontrarsi e che deve essere in seguito dissolto (si veda: http://fabiotodeschini.wordpress.com/aggiunta-metodologica-agli-elementi-di-anarchia-spirituale/ oppure http://fabiotodeschini.wordpress.com/2011/11/10/applicazione-della-mml-all-operazione-galassia/) senza lasciare tracce che possano essere rinvenute dagli Arconti o “Ministri della Mente”.

Nel sonno sociale verticale invece, l’uomo può tagliare quel traguardo soltanto nello stato psichico del sogno ma, come ormai sappiamo, l’ascensione avviene dallo psichico al pneumatico, allo spirituale. Inoltre, molti dei cosiddetti “sogni” sono comunque condizionati, se la mente non è liberata, dalle percezioni diurne di veglia, quindi un “riflesso” di ciò che comunque è strutturato e strutturabile nella psiche dormiente.

La pericolosità di tale verticalismo, nonostante sia volto a fini benefici per l’umanità nel suo insieme multiversale, rende l’A.S. una delle vie più rischiose da seguire per un Ricercatore Occulto, e questo è naturalmente il motivo per il quale pochi sono in grado di accostarsi ad esso senza subirne conseguenze, anche molto gravi. In particolare, un A.S. tenderà a emanare destrutturazione e risonanze azzurre d’orizzontalità intorno a sé, si comporterà probabilmente come un bambino che giochi con le parole, con le anime, con le vibrazioni emanate e con le aure che percepisce; ciò provocherà nelle persone che lo circondano la più viva incomprensione. Nonostante ciò, egli saprà ricompensare tale cecità con l’amore puro, privo d’ogni sentimentalismo; poiché, come Faust, egli “non mira a darsi buon tempo; vuole l’ebbrezza, la vertigine; le voluttà che generano tormento, l’odio che germoglia dall’amore; gli impedimenti che ne danno alacrità… Vuole sperimentare nel profondo quanto è ripartito tra tutti i viventi; abbracciare con la mente quanto v’è di sommo e d’infimo nell’umanità; godere di tutti i beni, patire tutti i suoi mali, tanto da distendersi in essa e comprenderla in sé, farsi essa, e con essa infine naufragare…”

L’Anarchismo Spirituale, il cui cavallo di battaglia è la Grande Confraternita, la M.A.S. che comprende esseri umani incarnati e disincarnati, in vari stadi evolutivi, in cosmi diversi, verbalizzati o non-verbalizzati (re-anarchizzati), può provocare la definitiva Apocatastasis, la fine dei Manvantara e della Legiferazione Primordiale del Manu in Malkuth, l’ultima sephira, l’Arcano Maggiore il “Mondo” emanato nell’Ultimo Eone, la cui radice è MKL, cioè “dominare”. Questa “Maestà” verbale deve cedere il posto alla “Bellezza” del Silenzio, nella perpetua comunicazione multiversale asemantica.

Fisicamente, lo spostamento dell’Asse Terrestre, foriero delle cosiddette “catastrofi”, potrebbe essere un’immagine materiale e naturale, il risultato della risalita polare macrocosmica dell’Axis Mundi, la Montagna Sacra che esplode abbattendo ogni recinzione intorno a sé. L’A.A.A. potrebbe coincidere, nella sua natura di definitivo sabotaggio macrocosmico, con un poderoso mutamento fisico del pianeta Terra connesso con particolari congiunzioni astronomiche e con lo spostamento dell’asse terrestre; avvenimenti ciclici che in passato fecero scomparire (apparentemente: in realtà, evolvere) le civiltà di Lemuria e di Atlantide, provocando un processo inarrestabile di cambiamento. Antichi bastioni sopravvissuti a quei mutamenti si possono ancora vedere in India (collina di Arunachala, Lemurica), o sul fondo degli oceani, in America meridionale, in alcuni gruppi umani rimasti particolarmente chiusi e gelosi delle loro tradizioni, come i Baschi ecc.

Ecco perché ogni A.S. dovrebbe allenarsi molto a vivere nell’astrale, a partecipare costantemente ad A.P.A.S., a conoscere ciò che nel sufismo di Sohrawardi è chiamato il “Testimone del Cielo”, a comprendere che costui è il suo stesso Sé, disincarnato in “Uomo di Luce”; null’altro che l’“affinità elettiva” dell’A.S. in questione con il suo “Gemello Spirituale”, un altro A.S. dimorante nei Multiversi del Silenzio e comunicante con lui attraverso la Nebbia precaosakashica e/o con altri procedimenti esplicati nel Libro delle Nebbie, nel Liber N.O.V.A.S. o nel sito dell’Anarchismo Spirituale, http://fabiotodeschini.wordpress.com/

 

 

 

 

Shaykh al ’Ama, 6-8 Dicembre 2011

Così tacque Zarathustra…

Postati in citazioni su 30 novembre 2011 da fabiotodeschini

“Questo è il Nuovo Silenzio che ho imparato: il loro chiasso intorno a me stende un manto sui miei pensieri.”

Così tacque Zarathustra.

Sulle fiabe per bambini e sulla loro utilità per lo sviluppo chiaroveggente

Postati in considerazioni, saggistica su 25 novembre 2011 da fabiotodeschini

E’ anacronistico credere che ai bambini, durante l’infanzia, si possano ancora, al giorno d’oggi, in un mondo costruito esclusivamente sull’immagine spettacolarizzata delle mode, del gioco virtuale, della poliedricità (per quanto apparente) del controllo televisivo massificato, raccontare le vecchie fiabe? O inventarne di nuove? O, ancora, modificare qualche sfumatura di un’antica fiaba come Cappuccetto Rosso per introdurvi degli elementi atti a dirigere la crescita del bambino verso un’evoluzione spirituale? Non risponderò a questa domanda, lascerò che una cauta madre lo faccia (se ne esistono). Nel frattempo, dal mio Trono di Nulla, mi concedo di dare per scontato che questa vecchia usanza sia ancora attuabile e di affermare recisamente che, sebbene moltissime favole siano del tutto idiote e inutili, altre si prestino, grazie agli intrinsechi giochi simbolici, alle allusioni sessuali, ai riferimenti psicologici (M.L. von Franz le studiò appunto secondo l’analisi della psicologia del profondo), ad essere anarco-spiritualizzate, ovvero, ad essere utilizzate come tecniche di super-sviluppo chiaroveggente. E’ noto che, ancor prima della pubertà, la maggior parte delle facoltà sovrasensibili nell’uomo e nella donna si affievolisce, più velocemente per il primo a causa dell’iniziale produzione di sperma che, essendo alchemicamente associato allo zolfo e al fuoco, “brucia” via, per così dire, gli elementi mercuriali multiversali; di conseguenza, un “pronto intervento” da parte del genitore (o chi per esso: non intendo assolutamente affermare il valore della “famiglia” tradizionale, in quanto estremamente ricolmo di condizionamenti e legami anti-iniziatici) attraverso alcune tecniche peculiari potrebbe risultare molto positivo.

I dettagli, lo sviluppo dell’attenzione e della concentrazione, la multiversalità della morale che, se messa in pratica correttamente, si rivela una distruzione di ogni morale pre-registrata, la comprensione dell’inanità di un comportamento pedagogico paradigmatico, quindi la “costruzione della propria capanna”, per usare un’espressione iniziatica, l’architettura del proprio io auto-elevato: tutti questi elementi, uniti all’eloquio suadente ed ipnotico d’un attento lettore, possono, con l’ausilio di altri due fattori non trascurabili, rendere realmente iniziatica e potente l’esperienza fiabesca. Gli altri due fattori sono naturalmente il sonno e il sogno, considerando, sembra inutile dirlo, che, almeno secondo le vecchie usanze, le fiabe vengono lette ai bambini prima d’addormentarsi. Ora, il fatto che una favola possa essere tanto noiosa da far addormentare anche un adulto, non è argomento opinabile; ma non lo è altrettanto il fatto che una lettura attenta, che rispetti determinate coordinate e risonanze psichiche, possa alterare il corso delle onde cerebrali del periodo anteriore al sonno, inducendo uno stato in cui insegnamenti e sviluppo dei poteri già insiti nel bambino possono essere messi in atto.

La favole possono essere modificate con l’inserimento di parole-chiave e immagini rivelatorie che si vanno a dispiegare nel sogno (momento di massima espansione auto-iniziatica, poiché la parte sottile, il corpo astrale, si trova appunto nelle regioni remote non-gerarchizzate dove la ragione, nel caso del bambino ancora nascente, non ha accesso né senso d’esistere), oppure se ne possono inventare delle nuove; tuttavia, nel secondo caso, per i succitati motivi, si dovrà disporre di una certa abilità letteraria (e non solo…). Mi vengono in mente alcuni esempi, che il lettore potrà trovare sciocchi ma che sono frutto di… “bambinesca intuizione”. Sono impulsi che hanno il compito di stimolare, attraverso le susseguenti immagini oniriche, determinati organi spirituali, precise onde psichiche, o anche particolari organi fisici, nello specifico l’apparato endocrino, che dovrà iniziare a funzionare in modo da permettere una crescita non soltanto corporea, ma anche psico-spirituale…

Nella descrizione del lupo si potranno ad esempio stimolare rispettivamente le onde alpha e le onde delta del bambino attraverso una semplice, ma stimolante e suadente, precisazione: “il lupo aveva un occhio color oro e l’altro occhio blu cobalto“… Ancora, per la successiva evoluzione fallico-solare (che anche una femmina deve passare) : “Infine il Cacciatore, la Nonna e Cappuccetto Rosso (Cappuccetto Rosso, C.appuccetto R.osso, C.R., C.R., Christian RosenKreutz?) alzarono gli occhi al cielo e videro il Sole…” Avete mai visto, voi che leggete, il sole in sogno? Pensateci… Oppure per l’iniziazione del ventre-vulva-madre-caverna (che anche un uomo deve passare), Libro di Giona e Pinocchio, ventre del lupo: “All’interno della pancia del lupo vi era un corvo che sussurrò a C.R. un segreto all’orecchio…” – Ecco che C.R. “Sentì come schiudersi un fiore dietro il suo naso…” Chakra pineale, secernente il fluido microcosmico dell’ auto-iniziazione alla chiaroveggenza spirituale, Homo Thelepathicus, Rugiada Celeste alchemica macrocosmica.

Come potete vedere, ad una mente allenata alle simbologie, ma anche al sabotaggio delle precedenti forme archetipiche caratteristiche della fiaba, non sarà per nulla difficoltoso escogitare trucchi del genere e chiavi che andranno ad aprire serrature oniriche svelando stanze che potranno essere buie e terrificanti, gradevolissime, umide dello splendore d’un sole di mezzanotte. Anarco-Spiritualmente non si dovranno accentuare i simbolismi pre-ordinati, ma inserirne dei nuovi o demolire quelli che sono già stati collocati dalla psiche arcontica o “impero della mente” nell’inconscio collettivo, da cui è possibile liberarsi soltanto, ma a quel punto solo l’Anarchismo Spirituale può essere utile, agendo nel mondo archetipo in modo terroristico.

Elementi per la sabotazione A.S. delle vecchie fiabe si potranno trovare studiando la psicologia del profondo e la psicoanalisi, Neumann, Hillmann, Jung, Freud, Von Franz e compagnia bella (o brutta… mah, diciamo carina), o Goethe (ricordate lo studio di Steiner sulla “Fiaba del Serpente Verde”?); ma ci sono bellissime altre storie che si adatterebbero, se modificate intelligentemente allo scopo, come per esempio una semplificazione ad hoc del “Canto della Perla” negli Atti di Tommaso, il Parsifal, racconti sufi, che so, insomma… si cerchi.

Certo, un’impresa del genere comporta prima di tutto alcune piccole modifiche di forma… Genitori, non sono solito rivolgermi a voi né ritengo che un essere umano debba necessariamente essere allevato da un singolo uomo e una singola donna (nel passato gilanico accadeva in modo del tutto libertario, con un’educazione, comparata all’ambiente, infinitamente superiore all’attuale), ma se leggerete le parole di Shaykh al ‘Ama, il Maestro della Nube della Non-Conoscenza, fate semplicemente questo, e non è difficile: boschi, non videogiochi.

“Mamma, ma tutti gli altri bambini li hanno”…

Non: “Figliolo, un giorno capirai…” Ma… “Figliolo, capirai presto.”

E vissero ubriachi e alla luna ululanti.

F.R.

Sull’utilità astrale di bere vino senza solfiti e altri comportamenti Anarco-Spiritualisti, saggio in PDF

Postati in saggistica su 12 novembre 2011 da fabiotodeschini

Clicca qui: Sull’utilità astrale…

Applicazione della MML all’”Operazione Galassia”

Postati in considerazioni, note su 10 novembre 2011 da fabiotodeschini

Come già fatto notare nel saggio precedente, le applicazioni della Meditazione Multiversale della Lanterna (MML), che prende spunto (ma non essenza) dal “Versetto della Luce” coranico, sono molteplici e polimorfe, così come la natura multiversale della meditazione in questione. Aggiungeremo in questa breve nota un’interessante interazione del suddetto “sadhana” (esercizio spirituale) con la cosiddetta “Operazione Galassia”, altra tecnica Anarco-Spiritualista che consente di creare nel Sahasrara Chakra una galassia artificiale in cui far nascere il bozzolo del corpo astrale, che ascenderà poi la corrente verbale per l’implosione macrocosmica o, in alternativa, penetrerà all’interno di una stella estinta o buco nero, superando l’orizzonte degli eventi e tornando alla Nebbia Multiversale.

La tecnica denominata “Operazione Galassia” è ben esplicata in questo sito (http://fabiotodeschini.wordpress.com/aggiunta-metodologica-agli-elementi-di-anarchia-spirituale/), quindi non rimane che ampliare e rendere sinergiche le due tecniche. Infatti, abbiamo già mostrato come il mutamento del colore della lampada può servire per molti esercizi interessanti: come cura fisico-psichica, come macroscopio, ecc. Nell’eventualità si riesca a scovare il colore adatto allo scopo, si potrà utilizzare il fascio cromatico-spirituale della Lanterna anche come ricetrasmittente, in modo da mandare un segnale luminoso-astrale verso un avamposto multiversale non-gerarchizzato abitato (fisicamente o meno) da Confratelli. In precedenza si sarà reso necessario utilizzare la lampada come macroscopio, in modo da individuare il punto-evento aspaziale/atemporale in cui mandare il segnale. Ora, una volta contattato l’avamposto, si potrà interagire telepaticamente con l’entità Anarco-Spiritualista con cui si desidera trattare. E’  lecito supporre che anch’essa sia edotta nell’utilizzo della MML, in quanto le informazioni delle nostre Nebbie precaosakashiche sono multiversali ed onnipervadenti, perciò si potrà procedere come segue. Impostando i rispettivi sadhana su un fascio di luce particolarmente fermentante e creativo, scegliendo modalità cromatiche variabili e diacroniche, sarà possibile creare una galassia artificiale attraverso il convogliamento di due o più fasci cromatico-spirituali in uno stesso punto, provenienti da due universi differenti. In tal modo si potrà creare un luogo ove indire una riunione A.S., dove incontrarsi sdoppiati nel corpo astrale senza timore di influenze verbali o arcontiche, dato che sicuramente uno dei due soggetti operanti proverrebbe da un universo verbalizzato. E, una volta costituito il primo rapporto astrale, si potrebbero richiamare altre entità per un’assise molto più vasta, che nel nostro Argot viene denominata APAS, cioè “Assemblea Plenaria Anarco-Spiritualista”.

Il potere creativo di questa applicazione potrebbe superare i confini strettamente astrali ed eterici e fornire i presupposti per la creazione di entità fisiche. Ovviamente, anche un operatore singolo, dotato di sufficiente volontà e concentrazione, potrebbe creare, attraverso l’utilizzo di un fascio cromatico-spirituale di MML, delle creature fisiche da utilizzare per i propri scopi, simili ad elementali e ad altre entità descritte nel Libro delle Nebbie. Tuttavia, attraverso l’utilizzo sinergico di due o più fasci luminosi, provenienti da due punti multiversali affatto diversi, si potrebbe addirittura arrivare alla creazione di pianeti fisici, oppure stelle in cui, con un sadhana appropriato, far incarnare (stellazione o catasterismo) un’entità fisica che si è appena disincarnata. Nel caso di creazione di pianeti fisici poi, essi potrebbero essere utilizzati allo stesso scopo; sia personale, indirizzando la propria monade animica verso un’incarnazione fisica extra-cosmica, oppure puramente altruistico, creando appositamente, per una breve stazione fisica (non devacianica) un luogo ideale (Utopia) dove risanare debiti karmici o qualsivoglia altro sadhana spirituale. Con tale metodo si possono formare luoghi in alternativa oscuri e tenebrosi (Distopia), in cui convogliare monadi animiche che hanno commesso azioni depravate in incarnazioni precedenti. Gli “Inferni” letterari non sono altro che questo, e un operatore AS con sufficiente preparazione e sprezzo delle leggi cosmiche può crearli e distruggerli a suo piacimento.

Con preghiera di diffusione alla Fratellanza,

Lo Scriba, F.R. 

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