M.A.S. – Multiversale Anarco-Spiritualista: verticalità per raggiungere orizzontalità.
Tutti i simboli tradizionali delle Scienze Sacre, a livello percettivo terrestre, possono spiegare efficacemente le cause “celesti” dei problemi gerarchici fisici. Lungi dall’essere uno storico delle religioni, un “metafisico” o uno studioso delle correnti filosofico-ideologiche dell’umanità, l’Anarco-Spiritualista (d’ora innanzi A.S.) non dovrà tuttavia sottovalutare l’importante apporto, per i suoi fini insurrezionalistico-macrocosmici, dato dagli studi effettuati dagli scienziati tradizionalisti della storia delle religioni, dell’esoterismo e delle dottrine occulte esaminate parallelamente in ogni tempo e in ogni angolo del globo, con le conseguenti
corrispondenze.
Naturalmente, sarei un imprudente se tralasciassi di farlo notare, vi sono numerosi rischi in un’azione simile, soprattutto per una mente non ancora allenata al pensiero multiversale acausalizzante. In primis il pericolo di cadere nella “tentazione” (in realtà, oggettivamente, non molto fascinosa) di abbracciare le incatenanti teorie conservatrici tese a restaurare “l’ordine dei giorni antichi” (prendo a prestito il bel verso di Nerval, contemporaneamente chiedendo perdono al vecchio impiccato di Via della Vecchia Lanterna), un’Età dell’Oro che, a rigor di logica, per quanto ortodossa, non potrebbe comunque rientrare nell’ottica ciclica o “yughica” delle concezioni temporali tradizionalistiche. Ciononostante, uno studio “ragionevole” (o per meglio dire “irragionevole”, illogico, quindi “fuori dal logoV”, fuori dagli “Antichi Calcoli”) della dottrina tradizionale e della Scienza Sacra (lo scrivo Maiuscolo in onore dei personaggi che hanno permesso alla M.A.S. di elaborare l’eversione spirituale) sarà certamente utilissimo; non tanto per compiere una sorta di “adattamento”, poiché l’Anarchia Spirituale preesiste alla vibrazione logica che, verbalizzando il Cosmo, diede vita alle prime forme psichiche denominate “tradizionali”, quanto per porre nuovamente queste ultime nel loro stato di ipseità originale; ciò, a ben vedere, è la vera e propria “Riedificazione della Sapienza”.
Quindi la re-anarchizzazione degli universi e la ricongiunzione alla Luce gnostica originaria, la Nebbia lucente che non-velando-svela, passa a fortiori attraverso lo studio delle forme simboliche presenti, nel modello (o “stampo”) archetipo, in un Cosmo che è gerarchizzato, almeno in parte, dall’interazione delle stesse con l’apparato mentale umano nella sua fase di “sonno” (per usare un’espressione cara a Gurdjieff) o di sub-coscienza.
In questo marasma organizzato geometricamente di simboli, di forme del mundus imaginalis (lo Shaykh sufi Sohrawardi distingueva quattro universi di cui i due più importanti erano il Malakut o mondo delle Anime celesti e delle Anime umane e il Mundus Imaginalis, il mondo intermedio fra quello intelligibile degli esseri di pura Luce e quello sensibile), il cui ponte con il nostro universo percettivo è Fohat (in Teosofia il canale attraverso il quale le forme e gli stampi archetipici si imprimono nella mente umana e che l’A.S. mira a distruggere), di concezioni sacralizzanti con cui l’essere umano ha sempre tentato di spiegare a sé il Divino, l’esoterismo, nelle sue molteplici varianti, rappresenta la porzione dello “spazio spirituale” nel quale alcuni uomini hanno tentato, con successi talvolta parziali, di congiungersi alla propria “Guida Spirituale”, il “Gemello Divino”, l’Uomo di Luce o “Testimone del Cielo” (“Shahid”) che rappresenta il Sé trascendente. Tale spazio non può però essere analizzato in modo tradizionalistico, poiché tale metodo d’indagine, oltre a non apportare alcun elemento d’innovazione creativa, non rappresenta null’altro che una lente appannata
dall’umidità stagnante che favorì la strutturazione causale nella psiche umana.
Ecco perché l’A.S. si propone di de-mitizzare il mito, di slegare ciò che è religiosamente serbato e re-legato, di de-propriare la storia del tempo e dello spazio; ciò nella consapevolezza urlante dell’esperienza multiversale extra-cosmica, senza lasciare però questo cosmo in balia della vibrazione strutturante che, microcosmicamente, si ri-solve in legislazione auto-schiavizzante.
Nell’Avesta, testo sacro della religione Zoroastriana (“Zarathustriana”), il Var è il recinto che circonda il Paradiso di Yima, la Terra Sacra per eccellenza, patria della stirpe indo-iranica degli Uomini di Luce, gli Eletti che tendono, secondo un noto simbolismo polare ed assiale, all’Oriente spirituale (“Ex Oriente Lux”), la vetta della Montagna Sacra che si erge non-geograficamente al centro della suddetta landa; è l’Axis Mundi, il Meru Hindu o il Qab della tradizione sufi, il luogo alla cui sommità, cabalisticamente, risiede la Shekinah o presenza divina.
Tale verticalismo nell’espressione tradizionale dell’Orientamento cosmico (“Occidentamento”? “Meridionamento”? “Settentrionamento”?) ha però una sua realtà post-verbale nell’A.S., che è in effetti la sua vera “insostanzalizzazione” o “disarchetipizzazione” naturale; come esplicato in altri studi della M.A.S. (http://fabiotodeschini.wordpress.com/2011/08/23/anarcheosofismi-in-stile-rivoltoso/ oppure http://fabiotodeschini.wordpress.com/elementi-di-anarchia-spirituale/), questa “direzione ascendente” è (non “rappresenta”) il cammino di risalita dell’A.S. lungo la vibrazione verbale del Logos, il Pranava OM le cui propaggini inferiori sonoro-spirituali strutturano gerarchicamente il mondo della Fisis.
La “risalita” della direzione polare-verbale è l’atto di “volontà interiorizzata” dell’A.S. che si esteriorizza nell’ingresso nel varco spalancato dal moto convulsivo o implosione del Logos (parziale o definitiva); è ormai noto che tale “sommovimento sciamanico della prospettiva spazio-temporale” provoca un ingresso, più o meno cospicuo, di Nebbia o Silenzio Multiversale; ma molte altre tecniche, come la Meditazione Multiversale della Lanterna (MML) (http://fabiotodeschini.wordpress.com/2011/10/31/meditazione-multiversale-della-lanterna), o il Kali Yuga Yoga (KYY), l’Operazione X & l’Operazione Y (metodi che saranno resi noti molto presto grazie alla prossima stampa del “Liber N.O.V.A.S. vel X-Y” e del Libro delle Nebbie), sono in realtà re-anarchizzazioni di teorie inficiate dal tradizionalismo causato dalla sovrastante presenza verbale.
In verità però tale scalata ha anche, simbolicamente, un altro effetto, ben riscontrabile, se messa in atto a livello globale, sul piano fisico-sociale: l’implosione oltre la vetta del Monte Polare è l’esplosione della sua sommità, ben rappresentata, nel simbolismo dei Tarocchi, dall’Arcano Maggiore della Torre; il vulcano esplode, la lava, colando giù dai suoi fianchi, rade al suolo il Var, la Triplice Cinta della Gerusalemme Celeste. Ecco dunque: verticalismo per ottenere orizzontalizzazione. Le mura cadono e la “Terra dei Padri” non è più accessibile soltanto agli Eletti dell’Airyana Vaejah, ma all’uomo nella sua collettiva, Multiversale confratellanza A.S.; il Paradesha da cui sgorgano i quattro fiumi cardinali diventa l’Abbazia di Thelema di Rabelais, aperta a tutti coloro che desiderino
entrarvi, senza mura di cinta entro le quali “c’è sempre gran murmurio, musoneria e mutua cospirazione”. L’Enigma Hermetico della “Quadratura del Cerchio” viene infine risolto dalla formula della “Cerchiatura del Quadrato”, laddove anche il cerchio stesso che rimane (la “O” del mantra-mandala IAO) è destinato a dissolversi nelle silenti sale extra-cosmiche come emanazione ultima priva del “Primo Motore Immobile”, il Verbo.
Da quanto enunciato, possiamo renderci conto che la vera, ultima ricerca dell’A.S., d’ora innanzi Multiversale Anarco-Spiritualista o M.A.S., è raggiungere il livello massimo di verticalità, il punto-limite o l’“Orizzonte degli Eventi”; ciò sarà ben divulgato nella tecnica apocatastatica del Kali Yuga Yoga. Superando questo limite, il braccio verticale della croce, simboleggiante il cammino gerarchico anti-iniziatico, cade per ricongiungersi con il piano orizzontale d’armonia libertaria ancestrale. Infine, quando anche il braccio orizzontale viene a dissolversi, il Nilo ha inondato la Terra Nera di Kemi, vi è solo luminosa, multiversale Nebbia. L’Uomo è il suo stesso Tempio e viceversa, il suo proprio Paradiso Terrestre e Celeste nel corpo fisico, eterico, astrale ed extra-cosmico, precedentemente condizionato non soltanto (nel caso del primo) dalla sua stessa natura intrinseca transeunte, ma anche dalla specularità gerarchica micro-macrocosmica.
Bisogna aggiungere che, sotto questo punto di vista, nonostante le tecniche A.S. possano giungere a condurre verso una super-coscienza fisico-animica o “immortalità” (il più impreciso dei termini) soltanto se avverrà l’Albedo delle Anime Anarchiche (A.A.A.), il momento di Ingresso Totale, l’A.S. può esperire comunque un’armonia orizzontale pressoché completa nell’astrale, in A.P.A.S. (Assemblea Plenaria Anarco-Spiritualista), il grado collettivo di egualitarismo libertario totale, che si ottiene creando una Galassia Artificiale in un determinato punto spaziale in cui la Fratellanza può incontrarsi e che deve essere in seguito dissolto (si veda: http://fabiotodeschini.wordpress.com/aggiunta-metodologica-agli-elementi-di-anarchia-spirituale/ oppure http://fabiotodeschini.wordpress.com/2011/11/10/applicazione-della-mml-all-operazione-galassia/) senza lasciare tracce che possano essere rinvenute dagli Arconti o “Ministri della Mente”.
Nel sonno sociale verticale invece, l’uomo può tagliare quel traguardo soltanto nello stato psichico del sogno ma, come ormai sappiamo, l’ascensione avviene dallo psichico al pneumatico, allo spirituale. Inoltre, molti dei cosiddetti “sogni” sono comunque condizionati, se la mente non è liberata, dalle percezioni diurne di veglia, quindi un “riflesso” di ciò che comunque è strutturato e strutturabile nella psiche dormiente.
La pericolosità di tale verticalismo, nonostante sia volto a fini benefici per l’umanità nel suo insieme multiversale, rende l’A.S. una delle vie più rischiose da seguire per un Ricercatore Occulto, e questo è naturalmente il motivo per il quale pochi sono in grado di accostarsi ad esso senza subirne conseguenze, anche molto gravi. In particolare, un A.S. tenderà a emanare destrutturazione e risonanze azzurre d’orizzontalità intorno a sé, si comporterà probabilmente come un bambino che giochi con le parole, con le anime, con le vibrazioni emanate e con le aure che percepisce; ciò provocherà nelle persone che lo circondano la più viva incomprensione. Nonostante ciò, egli saprà ricompensare tale cecità con l’amore puro, privo d’ogni sentimentalismo; poiché, come Faust, egli “non mira a darsi buon tempo; vuole l’ebbrezza, la vertigine; le voluttà che generano tormento, l’odio che germoglia dall’amore; gli impedimenti che ne danno alacrità… Vuole sperimentare nel profondo quanto è ripartito tra tutti i viventi; abbracciare con la mente quanto v’è di sommo e d’infimo nell’umanità; godere di tutti i beni, patire tutti i suoi mali, tanto da distendersi in essa e comprenderla in sé, farsi essa, e con essa infine naufragare…”
L’Anarchismo Spirituale, il cui cavallo di battaglia è la Grande Confraternita, la M.A.S. che comprende esseri umani incarnati e disincarnati, in vari stadi evolutivi, in cosmi diversi, verbalizzati o non-verbalizzati (re-anarchizzati), può provocare la definitiva Apocatastasis, la fine dei Manvantara e della Legiferazione Primordiale del Manu in Malkuth, l’ultima sephira, l’Arcano Maggiore il “Mondo” emanato nell’Ultimo Eone, la cui radice è MKL, cioè “dominare”. Questa “Maestà” verbale deve cedere il posto alla “Bellezza” del Silenzio, nella perpetua comunicazione multiversale asemantica.
Fisicamente, lo spostamento dell’Asse Terrestre, foriero delle cosiddette “catastrofi”, potrebbe essere un’immagine materiale e naturale, il risultato della risalita polare macrocosmica dell’Axis Mundi, la Montagna Sacra che esplode abbattendo ogni recinzione intorno a sé. L’A.A.A. potrebbe coincidere, nella sua natura di definitivo sabotaggio macrocosmico, con un poderoso mutamento fisico del pianeta Terra connesso con particolari congiunzioni astronomiche e con lo spostamento dell’asse terrestre; avvenimenti ciclici che in passato fecero scomparire (apparentemente: in realtà, evolvere) le civiltà di Lemuria e di Atlantide, provocando un processo inarrestabile di cambiamento. Antichi bastioni sopravvissuti a quei mutamenti si possono ancora vedere in India (collina di Arunachala, Lemurica), o sul fondo degli oceani, in America meridionale, in alcuni gruppi umani rimasti particolarmente chiusi e gelosi delle loro tradizioni, come i Baschi ecc.
Ecco perché ogni A.S. dovrebbe allenarsi molto a vivere nell’astrale, a partecipare costantemente ad A.P.A.S., a conoscere ciò che nel
sufismo di Sohrawardi è chiamato il “Testimone del Cielo”, a comprendere che costui è il suo stesso Sé, disincarnato in “Uomo di Luce”; null’altro che l’“affinità elettiva” dell’A.S. in questione con il suo “Gemello Spirituale”, un altro A.S. dimorante nei Multiversi del Silenzio e comunicante con lui attraverso la Nebbia precaosakashica e/o con altri procedimenti esplicati nel Libro delle Nebbie, nel Liber N.O.V.A.S. o nel sito dell’Anarchismo Spirituale, http://fabiotodeschini.wordpress.com/
Shaykh al ’Ama, 6-8 Dicembre 2011