Una considerazione…
Lieto per il procedere di un importante documento che sto redigendo, concedo a me e a tutti i praticanti di magia e gli scribi e i poeti una piccola considerazione vagamente elogiativa, se non per altri almeno per quei praticanti della nostra arte che compiono i loro incantesimi nel rispetto eterno della Musa…
In sanscrito “poeta” è KAVI, dalla radice KU-, cioè”vedere”. Perciò il poeta è “colui che vede” cioè il Veggente, il Saggio. Anche alle origini dell’organizzazione sociale, benchè posteriormente all’atlantica perfezione, il posto del vero poeta era ben definito, e la sua funzione “ierofantica”, cioè di colui che realmente “mostra le cose sacre”, era inserita in un contesto che non poteva assolutamente fare a meno della sua presenza.
Sono discretamente curiosa di conoscere la natura di questo misterioso documento al quale stai lavorando!