4 Novembre (al tramonto)
4 Novembre (al tramonto)
Quelle soffiature rosa non son pennellate,
eppur son colore; non son state soffiate,
eppur son amore. Ma le defunte schiere
già avanzan nel mese immoto,
e le rosee messi dureran poco.
Un rintocco, fioco.
E son sparite nel buio, e nel vuoto.
2006
Esercizio di metafisica - 5
Nessuna forma precisa, assoluta libertà di movimento spazio-temporale, concettuale, immaginifico: la struttura degli esercizi di metafisica, di cui riporto qui il quinto esempio, è in realtà inesistente, comprendendo ogni possibile ramificazione, ed una crescita impossibile da guidare consciamente e razionalmente.
I sensi cessano soltanto per prendere una diversa natura, non più sottoposti alle costrizioni mentali, essi possono descrivere un determinato avvenimento spirituale, scaturito dalla profonda meditazione e dalla cessazione della normale attività corporea, con l’assoluta contemporaneità con la quale tali avvenimenti solitamente si presentano alla chiarificata coscienza visiva del ricercatore.
Qui la comprensione è resa complessa anche da un linguaggio immediato eppur enigmatico; eppure, l’assoluta libertà da ogni schema è possibile in quanto descrizione delle caratteristiche di un mondo sovra-mentale, e dei necessari passi che si compiono per addentrarsi in esso, senza fretta.
Il nostro corpo, mummificato eppur attendente il risveglio intellettuale, dorme nella caverna della rigenerazione… Il bulbo del Fiore pulsa nella volta sopra il giaciglio di pietra… L’uscita nord è resa complessa dalle stalattiti e dalle stalagmiti… Dall’uscita sud entrano balenando le ombre degli oggetti esterni… Un gioiello verde poggiato sul petto pulsa debolmente d’una luce sopita….
Esercizio di Metafisica - 5
Campa Smeraldo che l’Erba (per Te, in Te, con Te…) cresce.
E’ la cresta della Schiena - Shivaitica, canapa cacciata dall’occidente incravattato.
Radici di FIORE/IDEA (scurissima KEMI) verso il “sotto” & propaggini di verde ENERGIA verso il “sopra” a completamento dei due emisferi, ovvero l’ex bulbo ora EMBRIONE.
Indispensabile comprensione dopo il mio
HATHA - YOGA preliminare.
Profondissimo PLONF! tuffo piovoso che prelude a:
sentiero dal fiore alla foresta o tunnel SUD = vigliaccherie.
Verde vortice nell’ano, fulmine nel foro occipitale…
Noi non prendiamo comode scorciatoie.
Maggio 2007
“No” - (esercizio di metafisica zero)
Osserviamo ora il principio precedente all’Uno che applica al testo la sua influenza onnicomprensiva. Questo è uno dei componimenti che più ha segnato la mia esperienza artistica, senz’alcun dubbio: aver avuto a che fare con esso mi ha certamento reso in grado di comprendere l’origine di tutti i versi che compongono l’ultima raccolta, la quale prende il nome, appunto, dalla prima strofa dell’ esercizio “zero”.
A differenza degli altri “Esercizi”, quello pubblicato qui di seguito non deriva dalla traduzione in lettere e simboli umani di un’esperienza sovra-mentale, ma dall’intuizione diretta del principio pre-cosmico priva di qualsivoglia filtrazione, condotta verso la carta da una volontà superiore, che rende il poeta semplice strumento di registrazione. La volontà dello scrittore affiora soltanto per descrivere la sua impotenza, nonché l’ordine avuto di esplicare i concetti in forma prevalentemente pura, per quanto possibile, viste le limitazioni cui è soggetto. L’”ipnotismo” di cui si parla è coscientemente cercato, proprio per mettersi in condizione di fungere da strumento.
In questa sede la negazione assoluta esplica se stessa con parole elaborate per suscitare reazioni metafisiche nel sistema di rapporti spazio-temporali della mente del lettore. “No” ha una volontà propria il cui fine è il vuoto metafisico precedente ogni dialettica, ogni realtà ed ogni stato di manifestazione, precedente anche alla stessa divinità. Il suo potere è quello di rifiutarsi di partorire l’universo, anche se in realtà la creazione sussiste in forza del puro distaccamento, con la volontà dell’astrazione pura, del controllo inanimato da parte del vuoto di ogni forma di vita.
Prima di ogni cosa vi è lo stato di completo annullamento, il reame dell’estinzione chiusa e penetrabile solo da chi sappia negare tutto il suo essere davanti alla terribile certezza che le cause e gli effetti non sono che un’illusione oltre la quale, passando attraverso tutti gli stati (e gli strati) dell’essere si giunge all’infinito (e finito, in quanto mai esistito) “non-essere”, il cui dono consiste appunto nella distruzione stessa della consapevolezza e della volontà nell’eterno oblio del mare delle possibilità, uno spettro universale la cui sede finale è dovunque ed in nessun luogo.
NO (Esercizio di metafisica zero)
“Un fulmine attraversa il cerchio”
Giacchè “No” è ciò da cui nasce quest’universo e il prossimo e nessuno, proprio QUELLA Folgore/Monosillabo, il contrario di se stesso, mi vidi costretto da forze di natura REALMENTE superiore, in un banalissimo “ieridomani”, a descrivere, con le capacità rimaste intatte e tralasciando i miei soliti minimi squallidi orpelli quanto necessariamente segue:
Ipnotica arresa alla Provvidenziale Volontà
Fatalità invece tu sei “Forse” ed il “Sì” della Natura - per ora non entra - qui.
Oltre & Prima, “No” è il “Non - Perchè”
nemmeno “Io o Tu” - poichè l’essere è incalcolabilmente sotto - l’astrazione
ipoteticamente paragonabile ad una relativissima contingenza
e “vade retro” al demone dialettico con questa COMPLETA CANCELLAZIONE.
“No” eguale a TUTTO & NIENTE
cioè
Eterna-Mente
procedendo e
respirando animando
lo spettro universale
cioè
il vuoto
esiste.