Nascita Musicale
In occasione del mio prossimo compleanno (trent’anni! ma che? può finire la stagione del verso e dell’amore? Oh! Mai, cari Maestri, no! Giammai!), il 16 Aprile, per quanto ci interessi dei mesi e dei giorni (spariscono nella nebbia ancestrale… come si dissolvono… ciò è splendidamente spontaneo), dedico a tutti coloro che hanno avuto il dubbio onore di conoscermi un componimento abbastanza recente ed inedito. Perciò cari amici e fratelli, amanti, nemici e divini superiori ascoltate questa
Nascita Musicale
“Voilà! S’aprano le danze”, - chioccia sornione il giullar/buffone,
con mano e membro intenti alla fatal, variopinta minzione.
Bella sala, bei marmi, oh! il sacro Canova, e i lampadari, e le tende!
Tutti in pista ora, e tutti disarmonici. Il buco nel guanto,
l’occhio arrossato, il tacco scalcagnato, l’ispiramento santo,
la chioma nera ed unta, la barba d’una settimana,
il tatuaggio rituale, l’ex birra ora d’urina fiumana,
il sigaraccio spento, la giacca usata e pendente,
lo scarabeo egizio, il pene adunco e il ginocchio soffrente,
danzano da soli, o in quadriglia, il ritmo silente.
I ballerini si fondono, un circolo di vizi ed amori falliti,
mentre dalla luce di centro un uomo riceve inchini arditi:
eccolo, è nato! E’ il poeta, l’Uomo/Torre, “el chingado”;
e’l suo verso è: “Ho visto il mare calmo, quieta risacca, peggior d’un tornado”.
21 Gennaio 2008
Io correggerei la giacca lercia, il sigaraccio puzzolente e poi hai ovviamente dimenticato la memoria caduca.