Fabiotodeschini’s Weblog - Pagine di Poesia Metafisica

Esecuzione

Pubblicato su poesia by fabiotodeschini su Maggio 18th, 2008

Esecuzione

Sul patibolo s’ergono i condannati dal volto funesto, mentre i cieli piangono e ridono, essendo duplice l’apparentemenete barbara operazione.

“Morte all’assassino!” urla un cittadino, un VERO cittadino.

E il primo poeta fa scricchiolare le assi della forca rispondendo a tono.

PRIMO POETA: “Ogni poeta è un assassino: egli uccide la fantasia del lettore, per porvi al suo posto la propria.”

FOLLA: “Avete ucciso la nostra fantasia, a morte! A morte gli assassini!”

SECONDO POETA: “Davvero vorresti macellar al posto del macellaio o far suole al posto del calzolaio?”

FOLLA: “E’ la giustizia che noi chiediamo!”

TERZO POETA: “Che le colpe umane ricadano sul nostro capo umano; ucciso il corpo, con acqua di nuvola e scheggia incandescente lo ricreiamo.”

FOLLA: “Basta parole (queste brutte, brutte cose), a morte, a morte gli assassini!”

POETI (in coro): “Bella risoluzione, doman riavrete una simile infezione.”

Tre corde si tendono, con secco schianto.

I poeti non possono essere uccisi.

 

 

28 Ottobre 2007

Un brano tratto dal “Libro delle Nebbie”… (collocazione spazio-temporale incerta)

Pubblicato su poesia by fabiotodeschini su Maggio 6th, 2008

“Ritorniamo per qualche istante, giacchè la debolezza dei nostri spiriti è anche la loro tempra e la loro forza compenetrante, alla lunga spiaggia dei nostri ricordi, vetri infranti nelle vecchie fondamenta della villa essiccata da un buon sole sorridente, mosaici di poco prosaiche erbe profane e splendide, mentre si passeggia con il sereno animo poetico oltre la pineta fischiettante e profumata. Verso la diga infine, in quel magico luogo ideale dove la quieta laguna s’invecchia e si rinnova immergendosi nel mare antico, odiamo tacere i morti beati; e ci incoroniamo vicendevolmente di teneri, graziosi e sottili papaveri, all’ombra d’un cespuglio, cullati dalla felice, instancabile risacca. Rinascono pigolando le cartilagini dei nostri spiriti devoti alla severa, artistica Madre: siamo il vino del cuore ed il sale del mare, che ci curerà da ogni affanno, poichè i viaggi sono stati lunghi e perigliosi.

Abbandonata dalla divinità d’amorfo ghiaccio perenne, lassù, e dagl’imbastarditi uomini d’un ultima radicale razza, quaggiù, la barca a motore s’accontenta, rassegnata, ai colpi violenti ed austeri d’onde verde rame ed alghe mature…”

Lode a Te, Venere Ermetica!

Pubblicato su considerazioni by fabiotodeschini su Maggio 1st, 2008

Fratelli, la rugiada di Maggio, la Prima Materia attende nell’ora antelucana, trasudando dal teschio posto sull’altare nascosto dalle fronde della foresta ermetica, nel bagliore rosso e giallo dell’alba, gli impavidi ministri del fuoco, pronti a cogliere il succo intellettuale di questi giorni sacri.

Meditate, Fratelli! Purificate la sostanza del vostro corpo e della vostra mente; in termini palingenetici, i nostri versi sorgeranno dall’oceano insieme alla Sacra Venere Mattutina.

“Il sapiente, ascoltando, capirà e diverrà più sapiente e, capendo, diverrà padrone di quella sapienza.

Questa è la Sapienza certamente Regina dell’Austro, che si dice venga dall’oriente come l’aurora che avanza, ascoltare comprendendo nè possibilmente trascurare la sapienza di Salomone; l’autorità e l’onore sono cose affidate alle sue mani come la virtù e lo scettro, il diadema che porta sul capo regio risplendente di dodici stelle, quasi una sposa che si fa bella per il suo sposo, e porta sugli abiti in caratteri d’oro greci, barbari e latini, la scritta: Regnerò regnando e il mio regno non avrà fine per coloro che mi trovano e mi cercano.”

AURORA CONSURGENS