Esecuzione
Esecuzione
Sul patibolo s’ergono i condannati dal volto funesto, mentre i cieli piangono e ridono, essendo duplice l’apparentemenete barbara operazione.
“Morte all’assassino!” urla un cittadino, un VERO cittadino.
E il primo poeta fa scricchiolare le assi della forca rispondendo a tono.
PRIMO POETA: “Ogni poeta è un assassino: egli uccide la fantasia del lettore, per porvi al suo posto la propria.”
FOLLA: “Avete ucciso la nostra fantasia, a morte! A morte gli assassini!”
SECONDO POETA: “Davvero vorresti macellar al posto del macellaio o far suole al posto del calzolaio?”
FOLLA: “E’ la giustizia che noi chiediamo!”
TERZO POETA: “Che le colpe umane ricadano sul nostro capo umano; ucciso il corpo, con acqua di nuvola e scheggia incandescente lo ricreiamo.”
FOLLA: “Basta parole (queste brutte, brutte cose), a morte, a morte gli assassini!”
POETI (in coro): “Bella risoluzione, doman riavrete una simile infezione.”
Tre corde si tendono, con secco schianto.
I poeti non possono essere uccisi.
28 Ottobre 2007