Bentornate, Madri d’Autunno!
L’arrivo dell’autunno! Più sublime del verso, di tutte le poesie, di tutti i poeti! Potersi annullare in quest’istante, ecco il mio forte desiderio, una volontà splendida d’essere ogni tuono ed ogni goccia di pioggia.
Cancellare la propria poesia è un atto ancor più sublime del comporla.
Nonostante l’ “Esercizio di Metafisica Zero”, nonostante la comprensione dell’Assoluta Vacuità del centro delle nebbie, se fossimo veramente, prometeicamente coraggiosi disintegreremmo anche tutti i nostri tentativi descrittivi dell’assolutamente Oltre, del puro incontrastabile vuoto.
Ma, tant’è, la debolezza ci vince sempre; l’orgoglio è questa debolezza. Confessare i nostri errori osservando contemplativi un grigiastro, lampeggiante manto uranio, ricevere la benedizione brontolante dei tuoni nel calderone della Strega/Madre Cosmica.
Sì, forse la Fratellanza dei Poeti potrebbe accontentarsi di questo.
13 Settembre 2008 a 14:18
Niente si può cancellare
14 Settembre 2008 a 11:49
TUTTO si può cancellare e ricreare, basta averne la forza ed il coraggio. Quest’universo poteva benissimo rimanere al livello pre-caotico dell’assoluto nulla. L’universo, la totalità della manifestazione può essere riscritto, filmato nuovamente, il copione cancellato e sostituito. Per QUESTO la poesia è l’arma che può creare la Parola ma anche distruggerla, o comunque privarla di ogni condizionamento, liberandola in tal modo.
Il punto è che le persone preferiscono, essendo molto più comodo, essere schiave, mangiare, bere, studiare e incasellarsi in uno spazio ristretto come ragni nei buchi di altrettante serrature. Ma ricorda la favola di Da Vinci: di tanto in tanto il padrone di casa può tornare ed infilare la chiave nel buco.