Lirica invernale
Sospirare in una mattinata d’inverno
Soleggiata lontananza azzurra sapore
Stesi nel conato escatologico, una fine rigida
Raggio sarcastico e superbo
Ride di una solitudine diarroica
Ampliando gelo azzurro nel carbonio inchiostro scheletro
Sospiro dell’angolo acquattato a comprendere l’antico
Male d’ Aurora
Interrogativo nascente
I geloni e le screpolature letterarie che impongono
Nuovi amori, Amori sognati
Nell’ elevato grado brunito, le sorprese, le compagnie
Amori e città e sogni
Ecco l’orestica ara tegea, l’Etruria, la Crimea nebbiosa, Ande rarefatte…
I porti malinconici…
Tutti nel mazzetto di formule magiche, personalissimo mantramanjari
Partire nel sospiro
Ahinoi, il letamaio volgare in cui fummo pasciuti
Schiavi, schiavi di stelle lontane… Pazienti…
Un oscuramento lunare sugli scritti mentali
Ignorati
L’ inganno di un dio giocoliere, un Loki, Joker di corte
Per il silenzio del poeta che è certamente inequivocabilmente
Sospiro ghiaccio solare solitudine
Spirare nella mattinata decisa e stabilita
Perle lacrime immobili ormai
Sospiro dei fogli smarriti, mazzo disperso dal vento
Per ispirare germinando menti migliori.
giovedì 19 Febbraio 2009
22 Febbraio 2009 a 11:27
Chi ha pagato il fuoco pentecostale dei poeti?
Abbiamo un’invisibile riconoscenza, un povero cuore… Sprizza faville nel divampare del sacrificio, sull’altare di terra: lo schizzo di sangue corrode la mano mentre improvvisamente si sente parlare la cinciallegra.
25 Febbraio 2009 a 15:43
Perchè questo cambio di look? Raffinato, però…