Lirica invernale

Sospirare in una mattinata d’inverno

Soleggiata lontananza azzurra sapore

Stesi nel conato escatologico, una fine rigida

Raggio sarcastico e superbo

Ride di una solitudine diarroica

Ampliando gelo azzurro nel carbonio inchiostro scheletro

Sospiro dell’angolo acquattato a comprendere l’antico

Male d’ Aurora

Interrogativo nascente

I geloni e le screpolature letterarie che impongono

Nuovi amori, Amori sognati

Nell’ elevato grado brunito, le sorprese, le compagnie

Amori e città e sogni

Ecco l’orestica ara tegea, l’Etruria, la Crimea nebbiosa, Ande rarefatte… 

I porti malinconici…

Tutti nel mazzetto di formule magiche, personalissimo mantramanjari

Partire nel sospiro

Ahinoi, il letamaio volgare in cui fummo pasciuti

Schiavi, schiavi di stelle lontane… Pazienti…

Un oscuramento lunare sugli scritti mentali

Ignorati

L’ inganno di un dio giocoliere, un Loki, Joker di corte

Per il silenzio del poeta che è certamente inequivocabilmente

Sospiro ghiaccio solare solitudine

Spirare nella mattinata decisa e stabilita

Perle lacrime immobili ormai

Sospiro dei fogli smarriti, mazzo disperso dal vento

Per ispirare germinando menti migliori.

 

 

 

giovedì 19 Febbraio 2009

2 Risposte a “Lirica invernale”

  1. fabiotodeschini Dice:

    Chi ha pagato il fuoco pentecostale dei poeti?
    Abbiamo un’invisibile riconoscenza, un povero cuore… Sprizza faville nel divampare del sacrificio, sull’altare di terra: lo schizzo di sangue corrode la mano mentre improvvisamente si sente parlare la cinciallegra.

  2. Perchè questo cambio di look? Raffinato, però…

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