Archivio per Agosto, 2009

da: “L’Azzurro”

Posted in considerazioni on 27 Agosto 2009 by fabiotodeschini

NEBBIE, SALITE! VERSATE LE VOSTRE CENERI MONOTONE

CON DEI LUNGHI BRANDELLI DI BRUMA DENTRO I CIELI,

A INONDARE LA PALUDE LIVIDA DEGLI AUTUNNI

E INONDATE UN ENORME SOFFITTO DI SILENZIO!

Stéphane Mallarmé

Epitaffio

Posted in annunci on 18 Agosto 2009 by fabiotodeschini

Grazie Fernanda. A presto.Fernanda_Pivano

Da un poeta, da tutti i poeti, da tutti i fratelli.

Sfogliando un vecchio libro… (LdN)

Posted in narrativa, poesia on 18 Agosto 2009 by fabiotodeschini
Sospensione...

Sospensione...

Sfogliando un vecchio libro polveroso tratto da una posizione statica, in un luogo-non luogo, scaffale addormentato e scricchiolante  ma ancor custode e vivo, può capitare che un foglietto strapazzato sia in attesa tra le pagine, magari da molto, moltissimo tempo, come una bomba inesplosa. Essa può capitare nelle mani giuste o in quelle sbagliate.

Intercettato messaggio dell’Esercito delle Nebbie: maneggiare con estrema cautela. Mangiare dopo aver divulgato ad un “io” complice.

“La liberazione della mente umana da se stessa e dalle altre entità mentali, da parolapensieroazionecorpovitamortenascita, passa necessariamente attraverso l’esatta applicazione di due arti o tecniche basilari, in grado di “rompere” il meccanismo illusorio della pre-realtà e del controllo della mente sulla mente sulle menti: la meditazione profonda (o assoluta) e la Nebbia Lirica. Dove per “Nebbia Lirica” s’intende un nuovo modo-non modello astrutturale di poiesi letteraria: nebbia – oceano – battigia – onda – profondità – illimitatezza – incontenibilità-fluido-utero-gamete autarchico, in grado di destabilizzare il comune flusso del pensiero umano. Ondulazione bacio continuo sabbia acqua sale movimento interno esterno abisso centro del mare occhio serpente rosa loto sole betilo geroglifico silenzio silenzio silenzio silenzio oro oro oro oro oro oro oro oro.

Entrambe le arti o tecniche suddette sono altresì utilissimi strumenti di difesa psichica: le agenzie dell’oscurità informativa, che gestiscono i comuni flussi del pensiero e della cultura attraverso virulenti attacchi psico-fisici         (un essere pluricellulare creato al momento come esempio: vaginamonetagradocasapenemonetagradolavorovedereguardare farepiùdituttivelocitàmonetavaginagradopenelavorocasa piscinapotereordineorgogliomonetavelocità comandocasagradovaginafigliofigliagenesocietàpenemonetalavoro), e che creano esseri atti ad assorbire e sviare il pensiero focalizzandolo su banalità e frivolezze (in realtà di tutt’altra natura e pregnanza, come si capisce), siano essi demoni, Lupi Ipertestuali o Leviatani nei cui fanoni rimane impigliato il krill dell’essere, troveranno un muro ed uno scudo, un cerchio magico di difesa assai difficile da abbattere.

La Nebbia Lirica crea disorientamento e intelligenza/sapienza contemporanemente generalizzata e specializzata, sviando così ogni possibile attacco esterno, letterario o mediatico, in quanto velo che cela e svela nello stesso tempo.

Il puro pensiero (cioè pensiero non-verbale) nasce invece spontaneamente in seguito al corretto esercizio della meditazione assoluta o profonda: se questo stato viene mantenuto, il contratto d’invulnerabilità è del tutto impossibile da inficiare  poichè lo scudo è privo di qualsiasi falla e, soprattutto, in quanto non c’è più assolutamente nessuna guerra in corso. Se, al contrario, lo stato in questione è solo passeggero (come capita se l’esercizio spirituale non è costante), l’agente-poeta-soldato ritorna alla nebbia letteraria che gli fa da palladiano scudo in attesa dell’esercizio successivo.”

Il brandello di fitta calligrafia viene brevemente masticato e poi ingoiato; il volume polveroso ritorna alla sua primitiva, statica posizione di attesa.

Esempio faustiano

Posted in poesia on 2 Agosto 2009 by fabiotodeschini

Ecco un esempio di composizione elaborata con il procedimento spiegato nell’ultima parte dell’ articolo pubblicato precedentemente. In questo caso mi sono servito di un intrico complesso di griglie archetipe sul quale ho gettato neri sassolini lucenti presi all’ingresso di un padiglione della Biennale, sei dadi ed il “Faust” di Goethe.

 

Pietra di saturno, nomade re; orsù, che ognuna dichiari l’esser suo.

Tramo nome, libro, pelle e cenere destinata a formarsi da sé sola.

Un fallo-lince; dio anello, dea coppa, suvvia senza insister troppo, senza insister troppo alba di terra!

Erbaverna vagiti in acqua ove il potere è sempre all’erta…

Sapore imputridisce sotto il dio delle more, osservare notte e giorno reca salute all’ammalato, capelli di etere.

È tutto: qualcosa di grande sta per compiersi.

 

 29 luglio 2009