Recensione di Giuliano Ladolfi – “Atelier”

Fabio Todeschini, Un fulmine attraversa il cerchio, sip, Roma 2008

Le settantasei composizioni, alcune in prosa ritmica, rivelano una vena poetica giocata su diversi registri: il primo prettamente metaforico, che talvolta sconfina nel fiabesco; il secondo filosofico con risultati gnomici e il terzo diaristico, mediante il quale il poeta annota alcuni avvenimenti della vita come tappe di un percorso interno verso un tipo di conoscenza profonda, quasi un “seconda navigazione” platonica: «Vagabondai a lungo nel retto del pianeta / cercando l’energia della fonte prima, / l’ultimo getto che il corpo disseta / e la quinta sostanza della mia rima». Il testo citato testimonia anche il sicuro possesso degli strumenti versificatori (G. L.).

Lascia un commento