Oltre il luminoso mar del mattino
Vista da quieti versificatori,
una città potrebbe sembrare quasi affabile
di primo mattino, frizzante chiarore nell’occhio socchiuso. Già.
Giardinieri potanti chiome parrucche vegetali signore,
odor di benzina odore ricordo odo…re… re… re… Chi chiami?
Numeri di profumi essenze particelle sospese vagano,
lente inie percorrono l’aria in attesa di traduzione, lo scopo del gheriglio;
un giardino chimicamente invaso, vite si librano gassose, alba del rebis nel muto libro.
Quieta attesa di stomaco brontolante e tabacco cubano.
Al centro di un mondo, lo scarto in attesa all’interno, espulsione meccanica,
bellezza-estetica-forma-concetto- uomo,
falciata dai profumi dagli olezzi valicata,
cinguettio
oltre lo scatto turistico mi vedrete in vetrina in raggi al neon,
segnale di partenza, nostalgia, ti ricorderai, nave, tu, o pensiero veloce?
Oltre il luminoso
mar del mattino.
30-10-09 9:00 a.m.
31 Ottobre 2009 a 20:55
Fabio, Io ho una dolore quando sento la tua poesia,
ma una dolore che mi fa pensare…
abbraccio, Karen