(an)archeosofismi in stile rivoltoso

Parliamoci chiaro: lasciando l’umiltà ai vecchi bacucchi post-esoterico-cristiani e/o agli yogin falliti, l’Anarco-Spiritualismo non può e non deve sottomettersi a denominazioni categoriche; ciononostante, esso può avere dei punti in comune con molti altri movimenti tesi alla realizzazione o, in alternativa, un’alternativa forse assai più interessante, alla non-realizzazione.

Non possiamo e non vogliamo definirci: la morte è la sola definizione aldilà di ogni indeterminabile dubbio. E l’Anarchia Spirituale è la vita intesa nella non-intenzione. L’esoterismo, l’occultismo, l’iniziazione la toccano, la sfiorano, lasciano sulla sua superficie un profumo che può essere odorato e goduto da chiunque: nulla di più.

L’orientalismo guru-mistificato, i cosiddetti “Illuminati”, gli eroi della parola, i credo semplicistici del troppo placido fiume new age possono guardare… ma possono effettivamente fare? Foss’anche non-facendo? Operare? Foss’anche non-operando? Introdurre il magico, il caso, il caos, il disordine, la saggezza della follia in questo cosmo? Le nostre Nebbie pre-akashiche e pre-caotiche?

Non prendiamoci in giro: questo è un sistema-non-sistema attivo, non stiamo dicendo nulla di nuovo. È evidente che ad un lettore post tradizionalista, imbevuto del culto orientale dei guru e delle tecniche, forse anche teosofico-atmanico, sembreranno elucubrazioni rielaborate in mentalità asettiche prive di effettivo contenuto.

La gente vuole fatti, e questi fatti sono sotto gli occhi di tutti. Siamo già illuminati e non ci servono i sermoni del guru barbuto attorniato di leccascarpe e/o discepoli in odore di santità e realizzazione spirituale. Un Prabhupada ci ripugna semplicemente, la restrizione ci inorridisce, uno Yogananda ci fa passare qualche minuto di relax, un Osho ci affascina per il contenuto sovversivo, un Krishnamurti ci somiglia in qualcosa per la desertificata realtà. Perché il non-fare è il fare, e il signor Lao Tzu di solito ci strizza l’occhio, ubriaco come noi dei vini sufici precedenti il vigneto.

Non è escluso qualche fenomeno intenso.

Tommaso Palamidessi

Che cosa significa?

La svolta cristiana di Palamidessi, nonostante tutta la sua erudizione occulta, nella creazione dell’Associazione Archeosofica è il punto di disgiunzione: l’Anarchismo Spirituale è Anarcosofia, non sapienza del principio ma sapienza del Non-Principio.

Gli studi reincarnazionisti interessano l’Anarchismo Spirituale da un punto di vista decondizionante: non intendiamo andare aldilà della Legge Karmica, ma farla implodere così come il Logos stesso.

L’ascesi è la base dell’Anarco-Spiritualismo, essa, compiuta nel corpo astrale, provoca tutto il sabotaggio di cui necessitiamo per ripristinare la perduta Sapienza. Ma siamo sinceramente stanchi di interpolazioni cristiane: Antroposofia, Archeosofia, Teosofia… Tutte queste simpatiche associazioni sono per non-delinquere, e noi intendiamo delinquere a livello macrocosmico, com’è ormai inutile ripetere.

Certo: approviamo lo sviluppo teosofico-antroposofico-archeosofico delle facoltà spirituali superiori… Abbiamo già abbondantemente dichiarato nei “Capitoli” e negli “Elementi” che lo stadio successivo all’Homo sapiens sapiens sarà l’ “Homo Thelepathicus”… Inoltre,

Rudolf Steiner

conosciamo perfettamente il potere della scomparsa (la scomparsa del potere) che si sprigiona durante una profonda, assoluta meditazione… Ma perché fermarsi? La memoria del passato? Prima del Principio c’era il Silenzio, ma Dio non era presso il Silenzio. Non crediamo faccia molta differenza se Palamidessi fu in passato Origene, Clemente Alessandrino, Tertulliano o qualche altro accoppa-eretici: né fa molta differenza se il sottoscritto fu Scriba delle dinastie oscure dell’Antico Egitto o meno.

Inoltre, ogni e qualsiasi accostamento massonico, martinista, anche teosofico, che comprenda una iniziazione segreta, a questo punto

dell’evoluzione umana, è del tutto pazzesco. Non vogliamo denigrare nessuno. Ma la consapevolezza di una scienza del non-principio è in realtà la consapevolezza perduta di Steiner, Blavatski, Palamidessi, Wilson, Movimenti del Graal in sentore nazi-nostalgico, Fratellenze Bianche varie e Guru venuti dall’Oriente per diffondere il messaggio della Luce.

Helena Petrovna Blavatski

L’Anarchismo Spirituale non ha alcun messaggio. Noi non siamo postini. Esiste una realtà di condizionamento, di gerarchizzazione, di strutturazione, di causalità, di verbalità, oseremmo dire aliena alla natura umana e noi intendiamo demolirne le fondamenta. Questo è tutto.

Innalziamo la Formula del Decentramento, dell’Impero-senza-Corona, mentre la Sephirah principiale implode lasciando libero spazio al fluire realmente esoterico dell’En-Soph, il Silenzio-senza-appartenenza. Poiché abbiamo già denunciato il monitoraggio massonico-fascista-cattolico messo in atto dalle aberrazioni arcontiche influenzanti gli apparati microcosmici del controllo, dobbiamo lanciare con forza questa formula nei Piani Superiori, in modo tale che tutte le associazioni, Archeosofia, Antroposofia, Teosofia, Sufismo, Cabala, ciò che rimane del primitivo Sciamanismo, Thelema, Zos-Kia, e quant’altro di utile serva alla Causa del Sabotaggio, inizino a deviare, a decentrarsi, ad occultarsi, non accettino più di essere monitorate e mappate, scompaiano dalle loro forme affinché possano riapparire frattalmente in essenze diversificate eppur identiche, salvando la nostra, universale o meglio multiversale, idea della scomparsa del potere, sia esso microcosmico o macrocosmico.

La Formula del Decentramento è IAO, che per gli Gnostici significava qualcosa di ben diverso dall’accezione demolitrice che andremo qui a spiegare ad Archeosofi, Antroposofi e sinceri indagatori privi però di dissidenza. IAO è la Divinità Suprema degli Gnostici, che da un punto di vista magico, ormai ampiamente superato dalle altezze del Sabotaggio Anarco-Spiritualista, rappresenta la “potenza collettiva e passiva”. Infatti, I & O, unite dall’Aleph (A) diventano la vorticosa energia della forza magnetica che crea legando le cose insieme… quindi demiurgica, Colui-che-Crea-il-Tutto. La polarità magnetica maschile e attiva (I) e femminile e passiva (O) sono bilanciate e tenute in stallo strutturante da A.

Bene. Vi basta? A noi sinceramente no.

Fermarsi a questa considerazione, che in effetti è uno studio abbastanza esatto della natura del Logos, ed adorarla come un cagnetto fiducioso della generosità del padrone, è mera morte spirituale.

Il principio attivo I deve penetrare profondamente (come, fisiologicamente, nel Tantra il lingam penetra la yoni) la passività dell’emanazione O, ma può farlo soltanto risalendo tale emanazione dal bordo del cerchio fino non tanto al centro, quanto al vertice dell’A, il Verbo; soltanto tale operazione attivademolisce il Logos attraverso l’implosione. Un’esplosione è inattuabile: le particelle spirituali del Logos andrebbero con ogni probabilità ad infettare altri universi, e i Fratelli operanti in essi non avrebbero torto a distruggere questo bel-pianeta-verde-terra in una guerra “santa”. Pertanto l’Implosione, che si addice molto di più alla teoria

dell’Anarchismo Spirituale, prendiamo come esempio la nostra tecnica dei Buchi Neri, esplicata negli “Elementi”, risulta essere l’esatta conseguenza dell’applicazione della Formula del Decentramento.

Ma che cosa comporta questo decentramento? Ovviamente, la cessazione dell’emanazione strutturante, che avviene tramite O, trasformandosi nelle regioni sublunari nella vibrazione

MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM

MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM

MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM dell’AUM

il “Regno” cioè “Malkuth”, l’ultima Sephirah che controlla il mondo materiale attraverso lo specchiarsi macrocosmico-microcosmico in Kether, la Corona principiale… perciò quando Kether-AUM-Logos-IAO-e-quant’altro-si-voglia-aggiungere-alla-festa… implodono, il Regno cessa di esistere e la verticalità del Logos macrocosmico, livellandosi o meglio scomparendo, provoca l’orizzontalità di riflesso della condizione sociale microcosmica.

IAO rappresenta questa formula in negativo: è il segno dell’attacco che può essere messo in pratica in qualsiasi modo, attraverso qualsiasi meditazione, atto sessuale, magico, perfino oziando stesi su un prato di montagna, in estate… tale vibrazione può essere fermata. Essa può essere fermata nel cibo e nel vino, nella mente e nel corpo, nella scrittura, nelle relazioni sociali, nel modo di intendere il rapporto reciproco tra esseri umani.

Qualsiasi cosa ci appartiene di diritto, non soltanto in questo pianeta-briciola-di-pane-portata-da-formica-tanto-pia, ma nell’intera manifestazione, di cui siamo limpido specchio.

È per questi motivi che l’Anarchismo Spirituale non dona nulla: noi non siamo politici, il nostro programma è pingue austerità priva di promesse e dolcificanti… siamo aridi come il Sahara e lussureggianti come la Giungla Nera. Chiunque può mettere in pratica l’Anarchismo-IAO e trovare tecniche che servano al Sabotaggio Macrocosmico: siano esse buffe, bizzarre, oscene, rigidamente magiche, alchemiche, ebbre, danzanti o mascherate a noi non importa; è sufficiente stendere un rapporto telepatico alla Fratellanza Multiversale mostrando gli effetti del proprio operato. Non si vince nulla, l’albero della cuccagna è un’altra immagine del Logos (grazie morto-mummificato Guénon per i tuoi insegnamenti assiali, hai creato il mostro-scriba che non avresti mai voluto vedere, la fine di tutte le tradizioni!): solo chi sale scavalcando gli altri porta a termine, agisce e si realizza nella vita gerarchizzata. Di converso, solo chi sale la vibrazione nel Piano Superiore si realizza come Insan-al-Kamil nell’Implosione Logica. Bene, con la nostra scure d’invisibile autarchia noi abbattiamo l’albero della cuccagna, in modo che i doni siano fruibili anche dall’ “uomo salsiccia” di Tod Browning.

Frater Renovabo, 23 Agosto 2011 (tempo dell’illusione)

Una Risposta to “(an)archeosofismi in stile rivoltoso”

  1. NON VI è RELIGIONE SUPERIORE ALLA VERITà

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