Fabiotodeschini’s Weblog - Pagine di Poesia Metafisica

Pubblicato su Senza Categoria by fabiotodeschini su Gennaio 2nd, 2008

Avete mai provato a bere luce?Siete mai stati pioggia?I Fedeli d’Amore sorvegliano ancora l’immutato scrigno che ora va aperto. Volta per volta, senza alcuna scadenza specifica, saranno proposte su queste pagine alcune poesie, scelte tra la vasta produzione dell’autore.Nel caso di raccolte, come “Un fulmine attraversa il cerchio”, cioè l’ultima in ordine cronologico e la prima in cui la poesia viene sottoposta all’indagine spirituale mediante meditazione profonda, saranno disponibili esempi delle liriche che le compongono, in modo da permettere in seguito, a chiunque sia stimolato da esse, di accedere all’intera raccolta.Dimenticate la logica.Ricordate d’aver già visto, odorato, toccato, udito e gustato queste parole. E se poi riuscirete a guardare dentro di esse, allora capirete che in realtà non sono state scritte. Sono sempre esistite.Vi sembro presuntuoso? Leggete, meditate, commentate liberamente.Segue ora una breve citazione che forse vi aiuterà a comprendere i miei intenti.  “Una vera percezione spirituale penetra spontaneamente, come istintivamente, nell’esperienza viva della parola. Apprende a SENTIRE, quasi tendendo l’ORECCHIO INTERIORE, la risonanza pervasa d’anima delle vocali, e l’attività plasmatrice, compenetrata di forza spirituale, delle consonanti.Impara a comprendere il mistero dell’evoluzione del linguaggio: che cioè un tempo, attraverso la parola, esseri DIVINO-SPIRITUALI hanno potuto parlare all’anima umana, mentre oggi la parola serve soltanto alla mutua comprensione nel mondo fisico.”   RUDOLF STEINER – “La mia vita” È la prima volta che utilizzo questo strumento per comunicare ad altri ciò che vive nella mia anima.Ed è proprio CIO’ CHE VIVE NELL’ANIMA, dopo essersi bagnato a lungo nell’Oceano Spirituale, che vorrei rappresentare in questa sede per stimolare l’altrui interesse.Se non riuscirò nell’intento, allora I VERI ARTISTI potranno certamente pretendere il mio capo mozzato, e saziarsi beati dell’ultimo scintillio dei miei occhi agonizzanti.Ma se ci riuscirò sappiate che sono pronto ad ascoltare PERCHE’ secondo voi ci sono riuscito. Lo ascolterò con il silenzio benefico che alberga nella grotta del mio cuore, ed allora, forse, si comprenderà che il motivo scatenante la comprensione stessa non è altro che l’effetto dello stesso.Vi sembra impossibile?Ascoltate.Le nostre parole sono nate PRIMA della mente.

Introduzione

Pubblicato su Senza Categoria by fabiotodeschini su Gennaio 1st, 2008

     

In questa sede saranno presentate pagine di poesia metafisica. Non si deve presupporre in esse nessun altro intento se non quello di mostrare come, in un qualsiasi punto dell’esistenza di un soggetto artistico pensante, la realtà spirituale da esso coltivata si possa compenetrare in modo quasi inestricabile con il banale succedersi della quotidianità.

Nel 1873 Arthur Rimbaud, quasi orrenda per quanto perfetta personificazione del genio, scriveva nella sua “Saison en Enfer”: “M’illusi di trovare un verbo poetico accessibile, un giorno o l’altro, a tutti i sensi.”Molti potrebbero rilevare che l’odierna molteplicità dei sistemi di comunicazione abbia infine risolto la lacuna. Sfortunatamente, l’unico senso che questo verbo poetico, la lingua degli uccelli, la pura parola che centellina la vita, avrebbe dovuto raggiungere è rimasto quasi inalterato da quello che avrebbe dovuto essere un reale risveglio di luce ancestrale. Questo è il senso spirituale.  Ora una breve panacea: i simboli archetipici vanno sfiorati, semplicemente sfiorati con polpastrelli di seta, come tasti eterei di una scacchiera dalle caselle interscambiabili, allo scopo di scatenare nella mente umana esperienze metafisiche da cui, se essa è abbastanza abile e allenata, può poi sortire per effettuarne la traduzione in lettere e concetti, per quanto possibile.Ma queste esperienze, poiché non nascono, ma in realtà sono semplicemente risvegliate, e poiché sono risvegliate in un non-spazio pre-concettuale, risultano indecifrabili se non ne esiste il parallelo linguistico nella realtà procedente da quella in cui vengono svegliate.  Creare una reale compenetrazione dello spirito nella parola è proprio operazione da grandi maghi. In senso davvero occulto, capite?Oscurità avvolta dall’oscurità.Ma in essa un germe d’oro dorme sognando di uscire da se stesso, per puro ardente desiderio trasmutatore.  Prima del tempo, Egli non poteva amare altri che se stesso. Dovette sacrificarsi e smembrarsi per poter amare qualcos’altro, diverso eppur uguale a sé.Ebbene, noi facciamo la stessa cosa con la parola.    

Pubblicato su Senza Categoria by fabiotodeschini su Gennaio 1st, 2008

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