Il Vero Piano, e non è di Kalergi.

Sì, esiste effettivamente UN PIANO per fare in modo che gli esseri umani perdano le loro radici culturali, per far sì che non possano più identificarsi con la loro terra, con le loro tradizioni e con i valori delle società da loro stessi create. Nonostante ciò che possano pensare (sempre surrettiziamente) i politici e gli ideologi delle culture che credono di trovarsi coinvolte loro malgrado (una menzogna per abbindolare le masse cieche ed istillare in loro il bisogno di una supposta “protezione”) in tale procedimento, quest’ultimo non è stato progettato dal Conte Kalergi, nè da nessun altro emissario “umano” di un potere occulto volto a controllare le masse attraverso la spersonalizzazione e il multiculturalismo. Questo “piano di sradicamento globale” è nato nel momento stesso in cui la coscienza umana è emersa dagli abissi della primeva non-identificazione, radicandosi al suolo, alla proprietà del pianeta, alla “terra natia”, volgendo il naturale istinto verso l’antropocentrismo, primo responsabile del cancro della Natura. Esattamente come la Parola contiene in sé la propria auto-distruzione, cioè il “Germe Aureo” del Silenzio, dato oggettivo ben esplicato dall’algoritmo auto-dissolvente dell’Anarchismo Spirituale, così tutte le convenzioni sociali, i riti, i condizionamenti, l’attaccamento al suolo, alla patria, ad uno specifico dio ecc. contengono in se stessi il seme della propria fine. L’evoluzione della coscienza, e quindi la sua speculare involuzione, secondo la posizione dalla quale si osserva, sono strettamente legate ad una specifica FORMA umana, quello stesso stampo che i biologi pensano esser giunto alla propria perfezione. La DISSOLUZIONE, invece, ha a che vedere proprio con il passaggio OLTRE la forma, oltre il tempo e lo spazio (l’evoluzione di una specifica cultura e la posizione geografica in cui è avvenuta, in questo caso), conduce alla trans-formazione, la sublimazione dell’uomo in qualcosa che, evidentemente, è già stato, prima di radicarsi al suolo e ai condizionamenti che tale atto inevitabilmente comporta. Ne “Lo Sradicante” (LN-II) abbiamo tentato di fornire metodologie per uno sradicamento profondo; tuttavia, un testo simile può essere compreso soltanto da coloro che siano addentro ai misteri dell’occultismo. Attendiamo pertanto che sia scritto un testo “profano”, alla portata di tutti. Termini come “Anarchismo Spirituale”, “Multiversale Anarco-Spiritualista” ecc., sono soltanto nuove configurazioni di una spinta a-principiale esistente dalla nascita del cosmo e dalla sua strutturazione o, nel caso in questione, del radicamento della coscienza ad una specifica forma condizionata da forze virali-verbali atte al suo soggiogamento. L’evoluzione memetico-virale dei condizionamenti (religiosi, culturali, sociali, politici ecc.) è quindi accaduta di pari passo alla NECESSITA’ DI SRADICARSI, alla Volontà di Liberazione Totale, al bisogno di rendere nuovamente l’Uomo un “Cittadino del Cosmo”, reintegrazione in uno stato di primeva purezza puntualmente ostacolata dalle Marionette di quei poteri che, per il loro vampirico lucro, tendono continuamente a condannare l’Uomo alla GRAVITA’, al peso di un fardello psico-fisico che è ogni giorno più pesante, schiavizzando attraverso le relative nevrosi che, ovviamente, richiedono una censura da parte di quegli stessi poteri che le hanno generate. Poiché tra la forma “voluta” e il vuoto “agognato” non esiste più differenza, almeno per coloro che hanno compreso le origini ancestrali di questa strategia di sabotaggio coscienziale. Per concludere, il piano di sradicamento esiste, è SEMPRE esisitito: esso è l’ombra oscura dell’evoluzione della coscienza o della sua involuzione, ha sempre tramato in quelle tenebre senza forma e senza nome. Non è cominciato con il paneuropeismo nè con l’immigrazione clandestina, che sono soltanto conseguenze di decisioni politiche volte al conseguimento di determinati poteri, quasi sempre economici. E’ iniziato invece con quella stessa “presa di coscienza” che si è automaticamente distaccata dall’antica, libertaria e con-dividuale eccellenza nella fusione uomo-natura e nell’indistinto assoluto.

 

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L’Antimeme per eccellenza

In quanto algoritmo auto-dissolvente, l’Anarchismo Spirituale può essere inteso come l’unico “meme anti-memetico”: questo stesso concetto, infatti, cessa di riprodursi nel momento del suo stesso apparire, esattamente come la causa di un fenomeno non è distinta dal suo effetto e dalla sua relazione con esso, la cui natura, per questo stesso motivo, è del tutto non-sostanziale.

Oltre la Sorgente

Il passaggio dall’individualità alla con-dividualitá implica la visione del cosiddetto “pasto nudo”, cioè l’istante congelato “quando ognuno vede cosa c’é sulla punta della sua forchetta”. Ogni e qualsiasi intromissione virale-verbale, tesa al condizionamento dell’attuale forma umana, sia essa proveniente dall’esterno (il sistema universale) o dall’interno (il labirinto ganglico psichico), cessa nell’in-stante decontestualizzato in cui la “nuova forma” umana richiede, per esprimersi oltre i limiti del proprio status ontologico, uno spazio infinitamente piccolo ed esageratamente esteso di “comprensione nuda”, estirpato dall’illusoria barriera temporale.

FR.REN.M.A.S. ::: ::: :::

“Gli Spazi Bianchi” (M.Paoloni) – Estratto

(…) “Ho sempre visto questi luoghi, in cui spesso mi reco durante le mie escursioni serali, come veri e propri spazi bianchi, aree cancellate dalla vita, abbandonate e dimenticate, ma che trattengono una luce ammaliante per gli occhi di coloro la cui vista non è stata rubata, impigliata alla seta del tempo della nostra realtà. Qui i nostri sogni vivono ancora, e gli oggetti che vi dimorano a lungo, lontani dalla loro abitudine di appartenere a qualcuno o a qualcosa, finiscono per appartenere ad essi, alle visioni che fluiscono attraverso un silenzio condensato, che funge da ingresso verso luoghi che solo le più ferventi immaginazioni possono intrecciare e concepire.

(…) Se queste cose e questi eventi avessero un corpo, questo avrebbe lo stesso peso di foglie cadute sopra un grembo autunnale, o di larve che banchettano sotto il suolo tombale; avrebbero lo stesso abbandono che aleggia nell’anima di chi, per volere proprio o di un destino corrotto, si ritrova a vagare oltre la soglia di certi spazi.”